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Il santo del giorno · 1 agosto

Sant'Alfonso Maria de' Liguori

Memoria

sabato, 17ª settimana del Tempo Ordinario

Colore liturgico : Bianco


Sant'Alfonso Maria de' Liguori nacque nel 1696 nei pressi di Napoli e crebbe in una famiglia nobile ma profondamente cristiana. Divenuto avvocato, maturò però l'intima convinzione che Dio lo chiamasse a una missione più alta e si dedicò al sacerdozio. Nel 1732 fondò la Congregazione del Santissimo Redentore (Redentoristi), con l'obiettivo di evangelizzare e servire le popolazioni rurali e i più poveri, spesso trascurati nella vita spirituale e sacramentale. La sua predicazione era conosciuta per l'accessibilità: desiderava far comprendere a tutti, anche ai più semplici, la misericordia e la bontà di Dio.

Alfonso fu anche un grande teologo morale, capace di conciliare rigore e comprensione pastorale, evitando gli eccessi sia del rigorismo che del lassismo. Scrisse numerose opere, tra cui la celebre "Theologia Moralis", e molti testi di spiritualità e preghiera; la sua produzione lasciò una profonda impronta nella formazione dei confessori e nell'accompagnamento spirituale. Fu nominato vescovo di Sant'Agata dei Goti e si distinse per la carità concreta verso i bisognosi. Nel 1871 fu proclamato dottore della Chiesa per il suo contributo nel campo della morale cristiana e della spiritualità.

La memoria di Sant'Alfonso viene celebrata perché la sua vita e il suo insegnamento tramandano un messaggio di speranza, misericordia e vicinanza del Signore a ogni persona. È patrono dei confessori e dei moralisti, modello di pastore che si fece prossimo ai poveri e ai peccatori, esortando tutti a confidare nell'amore di Dio.

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La giornata liturgica

Letture della Messa

« È davvero il Signore che mi ha mandato a proclamare tutte queste parole a voi » — Jr 26, 11-16.24

In quei giorni,
i sacerdoti e i profeti
dissero ai capi e a tutto il popolo:
« Quest'uomo merita la morte,
perché ha profetizzato contro questa città;
l'avete udito con le vostre orecchie. »
Allora Geremia si rivolse a tutti i capi e a tutto il popolo:
« È il Signore che mi ha mandato a profetizzare
contro questa casa e contro questa città,
e a dire tutte le parole che avete udito.
E ora, migliorate le vostre vie e le vostre opere,
ascoltate la voce del Signore vostro Dio;
allora egli desisterà dal male che ha pronunciato contro di voi.
Quanto a me, eccomi nelle vostre mani,
fate di me ciò che vi sembra bene e giusto.
Ma sappiate bene: se mi fate morire,
vi renderete responsabili di sangue innocente,
voi stessi, questa città e i suoi abitanti.
Perché è davvero il Signore
che mi ha mandato da voi a proclamare tutte queste parole
perché le udiate. »
Allora i capi e tutto il popolo
dissero ai sacerdoti e ai profeti:
« Quest'uomo non merita la morte,
perché è nel nome del Signore nostro Dio
che ci ha parlato. »
Poiché Geremia godette della protezione di Achikam, figlio di Safan,
egli scampò dalle mani di coloro che volevano ucciderlo.

           – Parola di Dio.

Ps 68 (69), 15, 16, 30-31, 33-34

Salvami dal fango,
che io non sprofondi:
che io sia liberato da chi mi odia,
dall'abisso delle acque.

Che le acque non mi sommergano,
che il baratro non mi inghiotta,
che la bocca del pozzo
non si chiuda su di me.

Io sono umiliato, ferito,
che la tua salvezza, Dio, mi rialzi.
E loderò il nome di Dio con un canto,
lo magnificherò, gli renderò grazie.

I poveri lo vedano e si rallegrino:
« Vita e gioia a voi che cercate Dio! »
Perché il Signore ascolta i poveri,
non dimentica i suoi prigionieri.

« Erode mandò a decapitare Giovanni in prigione. I discepoli di Giovanni andarono ad annunciarlo a Gesù » — Mt 14, 1-12

In quel tempo,
Erode, che governava la Galilea,
sentì parlare della fama di Gesù
e disse ai suoi servitori:
« Questi è Giovanni il Battista;
è risorto dai morti,
ed è per questo che i miracoli avvengono per mezzo suo. »
Erode infatti aveva fatto arrestare Giovanni,
lo aveva fatto incatenare e mettere in prigione.
Questo a causa di Erodiade, moglie di suo fratello Filippo.
Giovanni infatti gli aveva detto:
« Non ti è lecito tenerla come moglie. »
Erode voleva farlo uccidere,
ma aveva paura della folla,
che lo considerava un profeta.

Quando arrivò il compleanno di Erode,
la figlia di Erodiade danzò davanti ai convitati,
e piacque a Erode.
Allora egli le promise con giuramento
di darle quello che avesse chiesto.
Istruita da sua madre, disse:
« Dammi qui, su un vassoio,
la testa di Giovanni il Battista. »
Il re ne fu rattristato;
ma a causa del giuramento e dei commensali,
ordinò che le fosse data.
Mandò a decapitare Giovanni nella prigione.
La testa fu portata su un vassoio
e data alla ragazza,
che la portò a sua madre.
I discepoli di Giovanni andarono a prendere il suo corpo,
lo seppellirono
e poi andarono ad annunciarlo a Gesù.

           – Parola del Signore.

Testi liturgici: © AELF — aelf.org

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