Il santo del giorno · 11 luglio
San Benedetto, abate
sabato, 14ª settimana del Tempo Ordinario
Colore liturgico : Bianco
San Benedetto da Norcia è venerato dalla Chiesa come padre del monachesimo occidentale. Nato verso la fine del V secolo, la sua vita ci è nota soprattutto grazie ai racconti di san Gregorio Magno, anche se non tutti i dettagli possono essere storicamente verificati. Dopo aver abbandonato gli studi a Roma per cercare Dio nella solitudine, Benedetto fondò numerosi monasteri, il più celebre dei quali è Montecassino. Qui compose la celebre Regola, che sintetizza la sua visione della vita monastica: preghiera, lavoro e comunità, unite da un profondo spirito di obbedienza, umiltà e carità fraterna. Questa Regola costituì il fondamento spirituale e organizzativo di innumerevoli comunità religiose in tutto il Medioevo e oltre, influenzando anche la cultura europea nel suo insieme. L’influsso di Benedetto si estende ben oltre l’ambito religioso: il suo modello di vita comune e la sua attenzione all’educazione, all’ospitalità e al lavoro sono stati fondamentali per lo sviluppo della civiltà europea. Per questo, San Benedetto è stato proclamato patrono principale d’Europa da san Paolo VI. La sua festa è l’occasione per riscoprire il valore del silenzio, della disciplina spirituale e della ricerca di Dio attraverso la stabilità e la vita comune.
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Particolarità locali
- Francia — San Benedetto, abate (Festa in Europa)
- Svizzera — San Benedetto, abate (Festa in Europa)
- Belgio — San Benedetto, abate (Festa in Europa)
- Lussemburgo — San Benedetto, abate (Festa in Europa)
La giornata liturgica
Letture della Messa
« Sono un uomo dalle labbra impure, e i miei occhi hanno visto il Re, il Signore dell'universo! » — Is 6, 1-8
Nell'anno della morte del re Ozia,
vidi il Signore seduto su un trono altissimo;
i lembi del suo manto riempivano il Tempio.
Serafini stavano sopra di lui.
Ognuno aveva sei ali:
due per coprirsi il volto,
due per coprirsi i piedi,
e due per volare.
Si gridavano l'un l'altro:
« Santo! Santo! Santo il Signore dell'universo!
Tutta la terra è piena della sua gloria ».
I cardini delle porte si misero a tremare
alla voce di colui che gridava,
e il Tempio si riempì di fumo.
Allora dissi:
« Disgrazia a me! Sono perduto,
perché sono un uomo dalle labbra impure,
e abito in mezzo a un popolo dalle labbra impure;
e i miei occhi hanno visto il Re, il Signore dell'universo! »
Uno dei serafini volò verso di me,
tenendo un carbone ardente
che aveva preso con le pinze sull'altare.
Lo avvicinò alla mia bocca e disse:
« Questo ha toccato le tue labbra,
e ora la tua colpa è tolta,
il tuo peccato è perdonato ».
Allora udii la voce del Signore che diceva:
« Chi manderò?
chi sarà il nostro messaggero? »
E io risposi:
« Eccomi: manda me! »
– Parola del Signore.
Ps 92 (93), 1abc, 1d-2, 5
Il Signore regna;
egli si è rivestito di maestà,
il Signore si è cinto di forza.
Anche il mondo è saldo, non vacillerà;
il tuo trono è saldo fin dall’origine,
tu sei dall’eternità.
Veramente degni di fiducia sono i tuoi decreti:
la santità si addice alla tua casa,
Signore, per tutti i tempi.
« Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo » — Mt 10, 24-33
In quel tempo,
Gesù disse ai suoi Apostoli:
« Il discepolo non è più del maestro,
né il servo più del suo signore.
Basta che il discepolo diventi come il suo maestro,
e il servo come il suo signore.
Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa,
tanto più lo diranno ai suoi familiari.
Non temete dunque costoro;
niente vi è di nascosto che non sarà svelato,
niente di segreto che non sarà conosciuto.
Quello che vi dico nelle tenebre,
ditelo alla luce del giorno;
quello che ascoltate all’orecchio,
annunciatelo dalle terrazze.
Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo
ma non hanno il potere di uccidere l’anima;
abbiate piuttosto timore di colui che ha il potere di far perire nella Geenna
l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo?
Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra
senza che lo voglia il Padre vostro.
Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati.
Non abbiate dunque timore:
voi valete più di molti passeri.
Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini,
anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli;
ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini,
anch’io lo rinnegherò
davanti al Padre mio che è nei cieli ».
– Acclamiamo la Parola di Dio.
Testi liturgici: © AELF — aelf.org