CatéGPT

17 novembre

Colore liturgico : Bianco

Santa Elisabetta d'Ungheria

Memoria

Martedì, 33ª settimana del Tempo Ordinario — Anno pari


Santa Elisabetta d'Ungheria è una delle sante più amate del Medioevo europeo, riconosciuta per la sua carità instancabile e il suo amore verso i poveri. Figlia del re di Ungheria, fu promessa sposa in giovane età e divenne duchessa di Turingia dopo il matrimonio; già madre e vedova da giovane, si dedicò alla cura dei malati, orfani e bisognosi, fondando ospedali e spendendo la sua ricchezza per chi soffriva. La figura di Elisabetta è legata alla spiritualità francescana, che la influenzò notevolmente dopo la morte del marito: seguì una vita di povertà volontaria e servizio, vedendo in ogni sofferente il volto di Cristo, secondo l’insegnamento evangelico. La Chiesa la venera come modello di carità concreta e radicale distacco dai beni materiali, mostrando come persino nel potere e nella ricchezza si possa scegliere il Vangelo fino in fondo. La memoria di Santa Elisabetta ricorda a tutti i cristiani l’importanza delle opere di misericordia, della generosità sincera e dell’attenzione agli ultimi.

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La giornata liturgica

Letture della Messa

LetturaAp 3, 1-6.14-22

Io, Giovanni, ho udito il Signore che mi diceva:
    All’angelo della Chiesa che è a Sardi, scrivi:
Così parla colui che ha i sette spiriti di Dio
e le sette stelle:
Conosco la tua condotta,
so che hai nome di vivere,
ma sei morto.
    Sii vigilante, rafforza ciò che ti resta
e che stava per morire,
perché non ho trovato che le tue opere siano perfette
davanti al mio Dio.
    Ricorda dunque ciò che hai ricevuto e ascoltato,
conservalo e convertiti.
Se non veglierai, verrò come un ladro
e non saprai
a quale ora verrò a sorprenderti.
    Tuttavia, a Sardi
hai alcuni che non hanno macchiato le loro vesti;
vestiti di bianco, cammineranno con me,
perché ne sono degni.
    Così, il vincitore sarà vestito di bianche vesti;
non cancellerò mai il suo nome dal libro della vita;
il suo nome lo proclamerò
davanti al Padre mio e davanti ai suoi angeli.
    Chi ha orecchi,
ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese.

    All’angelo della Chiesa che è a Laodicea, scrivi:
Così parla colui che è l’Amen,
il testimone fedele e verace,
il principio della creazione di Dio:
    Conosco le tue opere,
so che non sei né freddo né caldo
– sarebbe meglio se tu fossi o freddo o caldo.
    Ma poiché sei tiepido
– né caldo né freddo –
ti vomiterò dalla mia bocca.
    Dici: «Sono ricco,
mi sono arricchito, non ho bisogno di nulla»,
e non sai di essere infelice, miserabile,
povero, cieco e nudo!
    Perciò ti consiglio:
compra da me oro puro, raffinato nel fuoco, per arricchirti,
veste bianche per vestirti
e non lasciare apparire la vergogna della tua nudità,
un collirio per ungerti gli occhi
affinché tu possa vedere.
    Io, tutti quelli che amo,
li rimprovero e li correggo.
Sii dunque fervente e convertiti.
    Ecco, sto alla porta e busso.
Se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta,
entrerò da lui;
cenerò con lui ed egli con me.
    Al vincitore concederò di sedere
con me sul mio trono,
come anch’io, dopo aver vinto,
mi sono seduto col Padre mio sul suo trono.
    Chi ha orecchi,
ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese.

            – Parola del Signore.

SalmoPs 14 (15), 1a.2, 3bc-4ab, 4d.5

Signore, chi abiterà nella tua tenda?
Colui che si comporta perfettamente,
che agisce con giustizia
e dice la verità secondo il suo cuore.

Non fa torto al suo fratello
e non insulta il suo prossimo.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio
ma onora i fedeli del Signore.

non ritira la sua parola.
Presta il suo denaro senza interesse,
non accetta doni contro l’innocente.
Chi agisce così resterà saldo per sempre.

VangeloLc 19, 1-10

In quel tempo,
    entrando nella città di Gerico, Gesù la attraversava.
    Vi era un uomo di nome Zaccheo;
era il capo dei pubblicani
ed era ricco.
    Cercava di vedere chi era Gesù,
ma non poteva a causa della folla,
perché era piccolo di statura.
    Corse avanti
e salì su un sicomoro
per vedere Gesù che doveva passare di là.
    Quando giunse sul posto,
Gesù alzò lo sguardo e gli disse:
«Zaccheo, scendi subito:
odgi devo fermarmi a casa tua.»
    Subito scese
e accolse Gesù con gioia.
    Vedendo ciò, tutti mormoravano:
«È andato ad alloggiare da un peccatore.»
    Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore:
«Ecco, Signore:
do la metà dei miei beni ai poveri,
e se ho frodato qualcuno,
restituisco quattro volte tanto.»
    Gesù gli rispose:
«Oggi la salvezza è entrata in questa casa,
perché anch’egli è figlio di Abramo.
    Infatti, il Figlio dell’uomo è venuto a cercare e salvare
ciò che era perduto.»

            – Acclamiamo la Parola di Dio.

Testi liturgici: © AELF — aelf.org

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