CatéGPT

19 settembre

Colore liturgico : Verde

San Gennaro

Memoria facoltativa

Sabato, 24ª settimana del Tempo Ordinario

Francia : Beata Vergine Maria di La Salette


San Gennaro, vescovo e martire, è una delle figure più venerate della tradizione cristiana a Napoli e in tutta la Campania. Visse tra il III e il IV secolo, in un periodo segnato da persecuzioni contro i cristiani sotto l'Impero Romano. Della sua biografia storica si hanno poche certezze: secondo la tradizione, fu vescovo di Benevento e subì il martirio durante le persecuzioni di Diocleziano, probabilmente per decapitazione nelle vicinanze di Pozzuoli. La fama di San Gennaro è legata in modo particolare al cosiddetto miracolo della liquefazione del suo sangue, evento che si ripete annualmente e che richiama migliaia di fedeli e curiosi. Questo avvenimento, documentato per la prima volta nel Medioevo, è diventato simbolo di protezione e speranza per il popolo partenopeo. San Gennaro è considerato protettore contro le calamità, in particolare le eruzioni del Vesuvio, le guerre e le pestilenze. La Chiesa celebra la festa di San Gennaro per onorare la sua testimonianza di fede e il legame unico con la città di Napoli, enfatizzando la forza della fede di fronte alle persecuzioni e il valore della comunione dei santi.

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Particolarità locali

  • FranciaBeata Vergine Maria di La Salette

La giornata liturgica

Letture della Messa

Lettura1 Co 15, 35-37.42-49

Fratelli,
qualcuno potrebbe dire:
«Come risuscitano i morti?
con quale tipo di corpo ritornano?»
– Pensa bene!
Quello che tu semini
non può tornare a vivere se non muore prima;
e ciò che tu semini
non è il corpo della pianta che dovrà nascere,
ma è un semplice chicco:
di grano, per esempio, o di qualche altro genere.
Così è anche per la risurrezione dei morti.
Ciò che è seminato corruttibile
risorge incorruttibile;
ciò che è seminato senza onore
risorge nella gloria;
ciò che è seminato debole
risorge nella potenza;
ciò che è seminato corpo naturale
risorge corpo spirituale;
perché se c’è un corpo naturale,
c’è anche un corpo spirituale.

La Scrittura dice:
Il primo uomo, Adamo,
divenne un essere vivente;

l’ultimo Adamo – il Cristo –
è diventato lo spirito che dà la vita.
Non è spirituale ciò che viene prima,
ma il naturale;
poi viene lo spirituale.
Formato dalla terra, il primo uomo viene dalla terra;
il secondo uomo invece viene dal cielo.
Come Adamo è fatto di terra,
così anche gli uomini sono fatti di terra;
come Cristo è del cielo,
così anche gli uomini saranno del cielo.
E come abbiamo portato l’immagine
di colui che è della terra,
così porteremo l’immagine
di colui che viene dal cielo.

– Parola di Dio.

SalmoPs 55 (56), 4.5b.10, 11a.12, 13-14ab

Nel giorno in cui ho paura, io confido in te.
in Dio, io confido:
Nel giorno in cui ti invocherò, i miei nemici indietreggeranno;
lo so, Dio è per me.

In Dio, di cui lodo la parola,
in Dio, io confido:
non temo più nulla!
Che cosa potrà farmi l’uomo?

Dio mio, adempirò i miei voti,
ti offrirò sacrifici di lode;
perché mi hai liberato dalla morte
e preservi i miei piedi dalla caduta.

VangeloLc 8, 4-15

In quel tempo,
mentre si radunava una grande folla,
e da ogni città si andava a Gesù,
egli disse in parabola:
«Il seminatore uscì a seminare il seme,
e mentre seminava, una parte cadde lungo la strada.
Fu calpestata dai passanti,
e gli uccelli del cielo la mangiarono tutta.
Un’altra cadde sulla pietra,
appena germogliata si seccò perché non aveva umidità.
Un’altra cadde in mezzo alle spine,
e le spine, cresciute insieme, la soffocarono.
Un’altra cadde invece sulla terra buona,
crebbe e diede frutto cento volte tanto.»
Dicendo questo, esclamò a gran voce:
«Chi ha orecchi per ascoltare,
intenda!»

I suoi discepoli gli domandavano che cosa significasse questa parabola.
Egli disse loro:
«A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio,
ma agli altri solo in parabole.
Così, come sta scritto:
Guardano ma non vedono,
odono ma non comprendono.

La parabola significa questo.
Il seme è la parola di Dio.
Quelli lungo la strada sono coloro che hanno ascoltato;
ma poi viene il diavolo
e porta via la Parola dal loro cuore,
perché non credano e non siano salvati.
Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, accolgono la Parola con gioia;
ma non hanno radici,
credono per un certo tempo
e, nel tempo della prova, vengono meno.
Quello che è caduto tra le spine
sono coloro che hanno ascoltato,
ma che, cammin facendo, restano soffocati
dalle preoccupazioni, dalla ricchezza
e dai piaceri della vita,
e non giungono a maturazione.
E quello che è caduto sulla terra buona
sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola
con cuore buono e generoso,
la custodiscono
e producono frutto con la loro perseveranza.»

– Parola del Signore.

Testi liturgici: © AELF — aelf.org

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