2 ottobre
Ss Angeli Custodi
Venerdì, 26ª settimana del Tempo Ordinario — Anno pari
La memoria dei Santi Angeli Custodi celebra la presenza discreta ma costante degli angeli nella vita dei fedeli, così come insegnato dalla tradizione della Chiesa. La fede cattolica insegna che ogni persona, sin dalla nascita, riceve un angelo custode incaricato da Dio di guidarla, proteggerla dalle insidie del male e sostenerla nel cammino verso la salvezza eterna. Questa credenza trae fondamento in alcune Scritture, come il Vangelo di Matteo (18,10), dove Gesù parla degli angeli dei piccoli che sono sempre davanti a Dio Padre. Pur mancando dettagli biografici, la devozione agli angeli custodi si è sviluppata soprattutto nel Medioevo, alimentando preghiere, rappresentazioni artistiche e momenti di riflessione spirituale. La festa fu introdotta nel calendario romano nel XVI secolo, divenendo così un segno della cura amorosa di Dio per ciascuno dei suoi figli. Gli angeli custodi sono considerati amici spirituali, discreti ma sempre presenti: memoria della vicinanza e della provvidenza divina. Ricordare oggi i Santi Angeli Custodi invita a rinnovare la fiducia nella protezione di Dio e a riconoscere con gratitudine i segni della sua presenza nella vita quotidiana.
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Domande su Ss Angeli Custodi (Novus Ordo Missae)
La giornata liturgica
Letture della Messa
LetturaJb 38, 1.12-21 ; 40, 3-5
Il Signore parlò a Giobbe dal mezzo della tempesta e disse:
« Hai mai, in tutta la tua vita, dato ordini al mattino,
stabilito il posto all’aurora,
perché essa afferri la terra dai suoi estremi
e scuota via i malvagi?
Allora la terra prende forma come argilla sotto il sigillo
e si stende come un vestito;
ai malvagi è tolta la luce,
e il braccio che si alzava è infranto.
Sei giunto fino alle sorgenti del mare,
hai camminato nel fondo dell’abisso?
Ti sono state mostrate le porte della morte,
hai visto le porte dell’ombra della morte?
Hai riflettuto sull’immensità della terra?
Racconta, se conosci tutto questo!
Quale strada conduce alla dimora della luce,
e l’oscurità, dove si trova,
perché tu possa condurre ciascuna al suo dominio
e riconoscere i sentieri della sua casa?
Se lo sai, allora sei nato,
e il numero dei tuoi giorni è davvero grande!»
Giobbe rispose al Signore e disse:
« Io che sono così piccolo, che potrei risponderti?
Metto la mano sulla mia bocca.
Ho parlato una volta, non risponderò più;
due volte, non aggiungerò altro.»
– Parola del Signore.
SalmoPs 138 (139), 1-3, 7-8, 9-10, 13-14ab
Tu mi scruti, Signore, e tu sai!
Sai quando mi siedo e quando mi alzo;
da lontano penetri i miei pensieri,
Quando cammino e quando riposo, tu lo vedi,
tutte le mie vie ti sono note.
Dove potrei andare lontano dal tuo Spirito?
dove fuggire lontano dalla tua presenza?
Se salgo in cielo, là tu sei;
se scendo negli inferi, eccoti.
Prendo le ali dell’aurora
e vado ad abitare all’estremità del mare:
anche là mi guida la tua mano,
mi afferra la tua destra.
Sei tu che hai creato i miei reni,
mi hai tessuto nel grembo di mia madre.
Riconosco davanti a te il prodigio,
l’essere stupendo che sono.
VangeloMt 18, 1-5.10
In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero:
« Chi dunque è il più grande
nel regno dei cieli? »
Allora Gesù chiamò un bambino;
lo mise in mezzo a loro,
e dichiarò:
« In verità, io vi dico:
se non vi convertite
e non diventate come i bambini,
non entrerete nel regno dei cieli.
Ma chi si farà piccolo come questo bambino,
lui è il più grande nel regno dei cieli.
E chi accoglie un bambino come questo nel mio nome,
accoglie me.»
Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli,
perché, io vi dico, i loro angeli nei cieli
vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli.
– Acclamiamo alla Parola di Dio.
Testi liturgici: © AELF — aelf.org