22 novembre
Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo
Anno A
La Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo viene celebrata nell’ultima domenica dell’anno liturgico, subito prima dell’inizio dell’Avvento. Questa festa è stata istituita da Papa Pio XI nel 1925, in un periodo in cui si diffondevano ideologie che tendevano a relegare la fede a una dimensione privata, opponendosi alla sovranità di Cristo sulle persone, sulle famiglie e sulle società. La solennità vuole riaffermare la centralità e la signoria di Gesù Cristo su ogni realtà, spirituale e temporale: Egli è il “Re dei re”, il Fulcro attorno al quale ruota tutta la storia. La Chiesa insegna che Cristo regna non solo nei cuori degli uomini, ma anche attraverso la sua misericordia, verità e giustizia, invitando i fedeli a riconoscere il suo Regno nella vita quotidiana.
I testi biblici proclamati in questa occasione sottolineano la natura unica della regalità di Gesù, che si manifesta nel servizio, nell’umiltà e nell’amore fino al dono totale di sé sulla Croce. Non si tratta di una regalità terrena, ma di una chiamata a mettere Dio al centro della propria esistenza e a lavorare per un mondo secondo i valori evangelici. Questa celebrazione invita ogni cristiano a testimoniare, con la vita e con le opere, che Cristo è davvero il Signore dell’universo e la fonte della vera pace.
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Domande su Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo (Novus Ordo Missae)
La giornata liturgica
Letture della Messa
Prima letturaEz 34, 11-12.15-17
Così parla il Signore Dio:
Ecco, io stesso mi prenderò cura delle mie pecore,
e veglierò su di esse.
Come un pastore veglia sul suo gregge
quando le sue pecore sono disperse,
così veglierò sulle mie pecore,
e andrò a liberarle in tutti i luoghi dove sono state disperse
un giorno di nuvole e di fitte tenebre.
Sarò io a pascere il mio gregge,
e io lo farò riposare,
– oracolo del Signore Dio.
La pecora smarrita la cercherò;
quella che si è allontanata la ricondurrò.
Quella che è ferita la curerò.
Quella che è malata la fortificherò.
Quella che è grassa e vigorosa,
la custodirò, la pascerò secondo giustizia.
E tu, mio gregge
– così parla il Signore Dio –,
ecco che giudicherò tra pecora e pecora,
tra montoni e capri.
– Parola di Dio.
SalmoPs 22 (23), 1-2ab, 2c-3, 4, 5, 6
Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi
mi fa riposare.
Mi conduce presso acque tranquille
e mi ridona vigore;
mi guida per il giusto cammino
per amore del suo nome.
Se anche camminassi in una valle oscura,
non temo alcun male,
perché tu sei con me:
il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza.
Davanti a me prepari una mensa
di fronte ai miei nemici;
cospargi di olio il mio capo,
il mio calice trabocca.
Bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita;
abiterò nella casa del Signore
per lunghi giorni.
Seconda lettura1 Co 15, 20-26.28
Fratelli,
Cristo è risorto dai morti,
lui, primizia di coloro che sono morti.
Poiché, come la morte è venuta per mezzo di un uomo,
così anche la risurrezione dei morti avviene per mezzo di un uomo.
E come tutti muoiono in Adamo,
così tutti riceveranno la vita in Cristo,
ma ciascuno secondo il proprio ordine:
prima Cristo,
e poi, alla sua venuta,
quelli che sono di Cristo.
Poi sarà la fine,
quando Cristo consegnerà il regno a Dio Padre,
dopo aver ridotto al nulla ogni Principato, ogni Potenza e Forza.
Egli infatti deve regnare
fino a che non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi.
L’ultimo nemico ad essere annientato
sarà la morte.
E quando tutto gli sarà stato sottomesso,
anche lui, il Figlio, si sottometterà a colui
che gli ha sottomesso ogni cosa,
e così Dio sarà tutto in tutti.
– Parola di Dio.
VangeloMt 25, 31-46
In quel tempo,
Gesù disse ai suoi discepoli:
« Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria,
e tutti gli angeli con lui,
allora siederà sul trono della sua gloria.
Davanti a lui saranno riunite tutte le nazioni;
egli separerà gli uni dagli altri,
come il pastore separa le pecore dai capri:
e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.
Allora il Re dirà a quelli che saranno alla sua destra:
‘Venite, benedetti del Padre mio,
ricevete in eredità il Regno
preparato per voi fin dalla creazione del mondo.
Perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare;
ho avuto sete e mi avete dato da bere;
ero forestiero e mi avete accolto;
ero nudo e mi avete vestito;
ero malato e mi avete visitato;
ero in prigione e siete venuti a trovarmi!’
Allora i giusti gli risponderanno:
‘Signore, quando ti abbiamo visto...?
Hai avuto fame e ti abbiamo nutrito?
Hai avuto sete e ti abbiamo dato da bere?
Eri forestiero e ti abbiamo accolto?
Eri nudo e ti abbiamo vestito?
Eri malato o in prigione...
Quando siamo venuti a trovarti?’
E il Re risponderà loro:
‘In verità io vi dico:
ogni volta che avete fatto queste cose
a uno solo di questi miei fratelli più piccoli,
l’avete fatto a me.’
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra:
‘Via, lontano da me, maledetti,
nel fuoco eterno preparato per il diavolo e per i suoi angeli.
Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare;
ho avuto sete e non mi avete dato da bere;
ero forestiero e non mi avete accolto;
ero nudo e non mi avete vestito;
ero malato e in prigione e non mi avete visitato.’
Anch’essi allora risponderanno:
‘Signore, quando ti abbiamo visto
aver fame, sete, essere nudo, forestiero, malato o in prigione,
e non ti abbiamo servito?’
Egli risponderà loro:
‘In verità io vi dico:
ogni volta che non avete fatto queste cose
a uno solo di questi più piccoli,
non l’avete fatto a me.’
E se ne andranno, questi al supplizio eterno,
e i giusti alla vita eterna.»
– Acclamiamo la Parola di Dio.
Testi liturgici: © AELF — aelf.org