24 novembre
Sant'Andrea Dung-Lac e compagni martiri
Martedì, 34ª settimana del Tempo Ordinario — Anno pari
La memoria di Sant’Andrea Dung-Lac, sacerdote, e dei suoi compagni martiri celebra la fede eroica di numerosi cristiani perseguitati in Vietnam tra il XVII e il XIX secolo. In questo periodo storico segnato da tensioni religiose e politiche, la comunità cattolica venne spesso vessata dalle autorità locali, che vedevano nella presenza cristiana un rischio per le tradizioni autoctone e per l’ordine pubblico. Andrea Dung-Lac, sacerdote vietnamita, fu una delle figure più rappresentative di questi martiri: arrestato più volte, fu infine decapitato nel 1839 per la sua fedeltà al Vangelo. Insieme a lui la Chiesa ricorda oggi un gruppo di 117 tra vescovi, sacerdoti, religiosi e laici – sia vietnamiti che missionari stranieri – che subirono molteplici tipi di tortura e morte, spesso in condizioni crudeli.
Nonostante il dolore e la sofferenza, questi cristiani non rinunciarono mai alla loro fede, testimoniando fino all’ultimo la loro adesione al messaggio di Cristo. La memoria di questi martiri è stata istituita per sostenere i cristiani nella perseveranza e nella comunione universale della Chiesa. Canonizzati da Giovanni Paolo II nel 1988, Andrea Dung-Lac e i suoi compagni sono oggi segno di fraternità e di speranza nei momenti di difficoltà e persecuzione. Celebrare questa memoria ci ricorda il valore inestimabile della libertà religiosa e la forza del Vangelo che sa portare frutto anche tra le prove più dure.
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La giornata liturgica
Letture della Messa
LetturaAp 14, 14-19
Io, Giovanni,
ho visto:
ed ecco una nube bianca,
e su questa nube, uno seduto,
che sembrava un Figlio d’uomo.
Aveva sulla testa una corona d’oro
e, nella mano, una falce affilata.
Un altro angelo uscì dal Santuario.
Gridò a gran voce a colui che sedeva sulla nube:
« Getta la tua falce e mieti:
è giunta l’ora della mietitura,
perché la mietitura della terra è matura. »
Allora, colui che sedeva sulla nube
gettò la sua falce sulla terra,
e la terra fu mietuta.
Poi un altro angelo uscì dal Santuario che è nel cielo;
anche lui aveva una falce affilata.
Un altro angelo ancora uscì, dall’altare;
era incaricato del fuoco.
Gridò a gran voce
colui che aveva la falce affilata:
« Getta la tua falce affilata,
e vendemmia i grappoli della vigna della terra,
perché le uve sono mature. »
L’angelo, allora, gettò la sua falce sulla terra,
vendemmiò la vigna della terra
e gettò la vendemmia nell’immenso tino dell’ira di Dio.
– Parola di Dio.
SalmoPs 95 (96), 10, 11-12a, 12b-13ab, 13bcd
Annunciate tra le genti: « Il Signore è re! »
Il mondo, saldo, non potrà vacillare.
Egli giudica i popoli con rettitudine.
Gioiscano i cieli! Esulti la terra!
Le onde del mare ruggiscano,
la campagna tutta è in festa.
Gli alberi della foresta esultano davanti al Signore,
perché egli viene,
perché viene a giudicare la terra.
Il Signore viene a giudicare la terra.
Giudicherà il mondo con giustizia,
e i popoli secondo la sua verità!
VangeloLc 21, 5-11
In quel tempo,
mentre alcuni parlavano del Tempio,
delle belle pietre e dei doni votivi che lo adornavano,
Gesù disse:
« Quello che state contemplando,
verranno giorni
in cui non sarà lasciata pietra su pietra:
tutto sarà distrutto. »
Gli domandarono:
« Maestro, quando accadrà tutto questo?
E quale sarà il segno che ciò sta per accadere? »
Gesù rispose:
« State attenti a non lasciarvi ingannare,
perché molti verranno nel mio nome,
e diranno: “Sono io”,
o ancora: “Il tempo è vicino.”
Non seguiteli!
Quando sentirete parlare di guerre e di rivolte,
non vi spaventate:
bisogna che tutto questo avvenga prima,
ma non sarà subito la fine. »
Poi Gesù aggiunse:
« Si solleverà nazione contro nazione,
regno contro regno.
Ci saranno grandi terremoti
e, in diversi luoghi, carestie e pestilenze;
avverranno fatti terrificanti,
e grandi segni dal cielo. »
– Parola del Signore.
Testi liturgici: © AELF — aelf.org