CatéGPT

29 novembre

Colore liturgico : Viola

1ª domenica di Avvento

Anno B


La Prima Domenica di Avvento segna l’inizio del nuovo anno liturgico nella Chiesa cattolica. Questo tempo speciale, della durata di circa quattro settimane, è caratterizzato da una doppia attesa: quella della venuta finale di Cristo alla fine dei tempi e quella della commemorazione della sua nascita nel mistero del Natale. L’Avvento, che significa 'venuta', è un periodo di preparazione spirituale fatta di preghiera, penitenza e speranza, durante il quale i fedeli sono invitati a rinnovare la propria fede e a vigilare sull’attesa del Signore. I testi liturgici sottolineano la vigilanza, la conversione del cuore e la speranza nella promessa di Dio. I simboli più comuni dell’Avvento sono la corona di rami verdi con le sue quattro candele, che scandiscono il progressivo avvicinarsi del Natale. Il colore liturgico è il viola, segno di attesa e conversione, ma anche della regalità di Cristo. In questa domenica, la comunità cristiana è chiamata a risvegliare il desiderio ardente dell’incontro con il Signore, riscoprendo nella sobrietà, nell’ascolto della Parola e nell’amore concreto agli altri il senso profondo della venuta di Gesù nel mondo. La Prima Domenica di Avvento dunque non celebra solo un ricordo, ma interpella ogni battezzato a prepararvisi attivamente e interiormente.

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Domande su 1ª domenica di Avvento (Novus Ordo Missae)

La giornata liturgica

Letture della Messa

Prima letturaIs 63, 16b-17.19b ; 64, 2b-7

Sei tu, Signore, nostro padre;
« Il-nostro-redentore-da-sempre », questo è il tuo nome.
Perché, Signore, ci lasci vagare
fuori dalle tue vie?
Perché lasci che i nostri cuori si induriscano
e non ti temano più?
Ritorna, per amore dei tuoi servi,
delle tribù della tua eredità.
Ah! Se tu squarciassi i cieli, se tu scendessi,
i monti tremerebbero davanti a te.

Ecco, tu sei sceso:
i monti tremarono davanti a te.
Mai si è udito,
mai si è saputo dire,
nullo occhio ha mai visto un altro dio fuori di te
che agisca così per chi spera in lui.
Tu vai incontro
a chi pratica con gioia la giustizia,
a chi si ricorda di te
seguendo le tue vie.
Tu ti sei adirato, ma noi abbiamo ancora peccato,
e ci siamo smarriti.
Tutti noi eravamo come gente impura,
e tutte le nostre azioni giuste erano come un panno immondo.
Tutti eravamo secchi come foglie,
e le nostre colpe, come il vento, ci portavano via.
Nessuno più invoca il tuo nome,
nessuno si desta per appoggiarsi a te.
Poiché tu ci hai nascosto il tuo volto,
tu ci hai consegnati al potere delle nostre colpe.
Ma ora, Signore, sei tu nostro padre.
Noi siamo l’argilla, sei tu che ci plasma:
siamo tutti opera delle tue mani.

– Parola di Dio.

Salmo79 (80), 2ac.3bc, 15-16a, 18-19

Pastore d’Israele, ascolta,
splendi sopra i Cherubini!
Risveglia la tua potenza
e vieni a salvarci.

Dio dell’universo, ritorna!
Dall’alto dei cieli guarda e vedi:
visita questa vigna, proteggila,
quella che la tua mano potente ha piantato.

La tua mano sostenga il tuo eletto,
il figlio dell’uomo che hai reso forte.
Non ci allontaneremo più da te:
facci vivere e invocheremo il tuo nome!

Seconda lettura1 Co 1, 3-9

Fratelli,
a voi, grazia e pace,
da parte di Dio nostro Padre
e del Signore Gesù Cristo.
Non smetto mai di rendere grazie a Dio per voi,
per la grazia che vi ha dato in Cristo Gesù;
in lui avete ricevuto tutti i doni,
tutti quelli della parola
e della conoscenza di Dio.
La testimonianza di Cristo
si è infatti radicata saldamente tra voi.
Così, non vi manca alcun dono spirituale,
a voi che attendete
di vedere rivelato il nostro Signore Gesù Cristo.
È lui che vi farà rimanere saldi fino alla fine,
e sarete irreprensibili
nel giorno del nostro Signore Gesù Cristo.
Perché Dio è fedele,
lui che vi ha chiamati a vivere in comunione
con suo Figlio, Gesù Cristo nostro Signore.

– Parola di Dio.

VangeloMc 13, 33-37

In quel tempo,
Gesù diceva ai suoi discepoli:
« Fate attenzione, vegliate:
perché non sapete
quando sarà il momento.
È come un uomo che parte per un viaggio:
lasciando la sua casa,
ha dato a ciascuno dei suoi servi l’autorità,
astabilito a ciascuno il proprio compito,
e ha comandato al portinaio di vigilare.
Vegliate dunque,
perché non sapete
quando ritornerà il padrone di casa,
di sera o a mezzanotte,
al canto del gallo o al mattino;
se arriverà all’improvviso,
non vi trovi addormentati.
Quello che dico a voi, lo dico a tutti:
Vegliate!»

– Acclamiamo la Parola di Dio.

Testi liturgici: © AELF — aelf.org

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