11 agosto
Santa Chiara
martedì, 19ª settimana del Tempo Ordinario
Santa Chiara d’Assisi nacque nel 1193 o 1194 in una famiglia nobile umbra. Profondamente colpita dall’esempio di san Francesco, si sentì chiamata a una vita di povertà evangelica e consacrazione totale a Cristo. Nel 1212 fuggì di casa per unirsi spiritualmente a Francesco, ricevendo da lui l’abito monastico presso la Porziuncola. Iniziò così per Chiara e le sue seguaci una forma di vita claustrale austera, segnando le origini delle Clarisse, il secondo ordine francescano dedicato alla preghiera, al silenzio, e alla povertà radicale.
La forza della spiritualità di Chiara risiede nella totale fiducia nella Provvidenza e nell’amore per l’Eucaristia. Si ricorda la sua fede incrollabile anche in circostanze avverse, come durante l’assedio dei Saraceni a San Damiano, da cui difese le consorelle pregando davanti al Santissimo Sacramento. Fu la prima donna a ottenere dal papa un ‘privilegio di povertà’, ossia il diritto di non possedere nulla come comunità. Chiara si distinse anche per la sua profonda umiltà e la carità verso le sorelle, che continuarono il suo esempio anche dopo la sua morte avvenuta l’11 agosto 1253.
La memoria di santa Chiara ci invita ancora oggi a riscoprire la bellezza della semplicità evangelica, la ricchezza dello stare alla presenza del Signore, e il valore della fraternità vissuta nella totale donazione. Questo giorno illumina la vocazione della preghiera silenziosa e della testimonianza povera ma ricca di amore cristiano.
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Domande su Santa Chiara (Novus Ordo Missae)
La giornata liturgica
Letture della Messa
Prima letturaEz 2, 8 – 3, 4
Mi fu rivolta la parola del Signore:
« Tu, figlio dell’uomo, ascolta ciò che ti dico.
Non essere ribelle
come questa razza di ribelli.
Apri la bocca,
e mangia ciò che ti do. »
Allora vidi: una mano tesa verso di me,
che teneva un libro a forma di rotolo.
Lo spiegò davanti a me;
questo rotolo era scritto all’interno e all’esterno,
pieno di lamenti, pianti e gemiti.
Il Signore mi disse:
« Figlio dell’uomo, mangia ciò che ti è posto davanti,
mangia questo rotolo!
Poi, va’! Parla alla casa d’Israele. »
Apro la bocca, mi fece mangiare il rotolo
e mi disse:
« Figlio dell’uomo, riempi il tuo ventre,
sazia le tue viscere
con questo rotolo che ti do. »
Lo mangiai,
e nella mia bocca fu dolce come il miele.
Mi disse allora:
« In piedi, figlio dell’uomo!
Va’ verso la casa d’Israele,
e riferisci loro le mie parole. »
– Parola di Dio.
SalmoPs 118 (119), 14.24, 72.103, 111.131
Trovo nella via dei tuoi precetti
più gioia che in tutte le ricchezze.
Il mio piacere è nei tuoi precetti:
sono essi i miei consiglieri.
La mia felicità è la legge della tua bocca,
più di un mucchio d’oro o di argento.
Com’è dolce al mio palato la tua promessa:
il miele ha meno sapore nella mia bocca!
I tuoi precetti saranno la mia eredità,
la gioia del mio cuore.
A bocca aperta anelo,
assetato dei tuoi comandi.
VangeloMt 18, 1-5.10.12-14
In quel momento, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero:
« Chi dunque è il più grande
nel regno dei cieli? »
Allora Gesù chiamò a sé un bambino;
lo mise in mezzo a loro,
e dichiarò:
« In verità vi dico:
se non cambiate
e non diventate come bambini,
non entrerete nel regno dei cieli.
Ma chi si farà piccolo come questo bambino,
costui è il più grande nel regno dei cieli.
E chi accoglie un bambino come questo nel mio nome,
accoglie me.
Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli,
perché vi dico: i loro angeli nei cieli
vedono continuamente la faccia del Padre mio che è nei cieli.
Che ve ne pare?
Se un uomo possiede cento pecore
e una di esse si smarrisce,
non lascerà forse le altre novantanove
sui monti
per andare in cerca di quella smarrita?
E se riesce a trovarla,
in verità vi dico:
si rallegra per quella
più che per le novantanove
che non si sono smarrite.
Così, il Padre vostro che è nei cieli
non vuole che si perda neppure uno solo di questi piccoli. »
– Acclamiamo la Parola di Dio.
Testi liturgici: © AELF — aelf.org