Il santo del giorno · 14 luglio
San Camillo de Lellis
martedì, 15ª settimana del Tempo Ordinario
Colore liturgico : Verde
San Camillo de Lellis visse tra il XVI e il XVII secolo ed è noto per la sua dedizione agli ammalati e ai bisognosi. Dopo un’infanzia travagliata e una giovinezza segnata dalla militanza e dalla dipendenza dal gioco, Camillo trovò la conversione e una nuova vocazione proprio durante una malattia. Commossi dalla sofferenza osservata negli ospedali, decise di dedicare la propria vita all’assistenza dei malati, spesso trascurati e abbandonati. Fondò l’Ordine dei Ministri degli Infermi (Camilliani), i cui membri si impegnano solennemente a servire i malati anche a rischio della propria vita. L’Ordine si diffuse rapidamente e ottenne presto il riconoscimento ecclesiastico. Camillo fu anche un riformatore dell’assistenza sanitaria, promuovendo la dignità dei malati quando la cura dei poveri infermi era spesso lasciata a margine nelle strutture sanitarie dell’epoca. La spiritualità di san Camillo è centrata sull’amore concreto verso il prossimo, sulla presenza misericordiosa e l’offerta della propria vita per chi soffre. È venerato come patrono degli ospedali, degli operatori sanitari e degli ammalati. La Chiesa celebra la memoria di san Camillo per sottolineare l’importanza della carità verso gli infermi, esempio di come si possa vivere il Vangelo attraverso l’aiuto generoso e gratuito. La sua testimonianza incoraggia tutti i cristiani ad avere uno sguardo misericordioso sulle sofferenze del mondo e a tradurre la fede in gesti concreti di servizio.
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La giornata liturgica
Letture della Messa
« Se non credete, non potrete resistere » — Is 7, 1-9
Ai tempi di Acaz, re di Giuda,
Recin, re di Aram, e Pekach, figlio di Remalyahu, re d’Israele,
salirono contro Gerusalemme per attaccarla,
ma non riuscirono ad assalirla.
Informarono la casa di Davide
che gli Aramei si erano accampati in Efraim.
Allora il cuore del re e il cuore del suo popolo furono scossi
come gli alberi della foresta sono scossi dal vento.
Il Signore disse allora a Isaia:
«Con tuo figlio Shear-Yashub (cioè: “Un-resto-ritornerà”),
va’ incontro ad Acaz, all’estremità del canale della piscina superiore,
sulla strada del Campo del Lavandaio.
Gli dirai:
“Stai calmo, non temere,
non ti scoraggiare
davanti a questi due tizzoni fumanti,
a causa dell’ira ardente del re d’Aram
e del re d’Israele,
Sì, Aram ha deciso la tua rovina,
in accordo con Efraim e il suo re.
Si sono detti:
Marciamo contro il regno di Giuda,
per intimidirlo,
e lo costringeremo ad arrendersi;
allora, vi metteremo come re il figlio di Tabeel.
Così dice il Signore Dio:
Questo non accadrà, non sarà,
che la capitale di Aram sia Damasco,
e Recin, il capo di Damasco,
che la capitale di Efraim sia Samaria,
e il figlio di Remalyahu, capo di Samaria.
– Fra sessantacinque anni, Efraim, schiacciato,
cesserà di essere un popolo.
Ma voi, se non credete,
non potrete resistere.”»
– Parola del Signore.
Ps 47 (48), 2-3ab, 3cd-4, 5-6,7-8
Grande è il Signore, degno di lode,
nella città del nostro Dio,
il suo monte santo, alto e bello,
gioia di tutta la terra.
Il monte Sion è il polo del mondo,
la città del grande re;
Dio si manifesta, nei suoi palazzi,
vera cittadella.
Ecco, i re si erano alleati,
avanzavano tutti insieme;
hanno visto, e subito sbigottiti,
presi dal panico, sono fuggiti.
Li ha colti un tremore:
dolori di partoriente;
un vento dall’oriente
ha spezzato le navi di Tarsis.
« Nel giorno del Giudizio, Tiro e Sidone e il paese di Sodoma saranno trattati meno duramente di voi » — Mt 11, 20-24
In quel tempo,
Gesù si mise a rimproverare
le città nelle quali erano avvenuti la maggior parte dei suoi miracoli,
perché non si erano convertite:
«Guai a te, Corazin!
Guai a te, Betsàida!
Perché, se i miracoli avvenuti tra voi
fossero stati compiuti a Tiro e a Sidone,
quelle città, da tempo, si sarebbero convertite,
vestite di sacco e cenere.
Perciò, io ve lo dico:
nel giorno del Giudizio,
Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafarnao, crederai forse di essere innalzata fino al cielo?
No, sarai precipitata fino agli inferi!
Perché, se i miracoli compiuti in te
fossero stati compiuti a Sodoma,
quella città esisterebbe ancora oggi.
Perciò, io ve lo dico:
nel giorno del Giudizio,
il paese di Sodoma sarà trattato meno duramente di te»
– Acclamiamo alla Parola di Dio.
Testi liturgici: © AELF — aelf.org