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Il santo del giorno · 15 luglio

San Bonaventura, vescovo e dottore della Chiesa

Memoria

mercoledì, 15ª settimana del Tempo Ordinario

Colore liturgico : Bianco


San Bonaventura, noto anche come il "Dottore Serafico", fu una delle figure più significative del XIII secolo per la Chiesa cattolica. Originario di Bagnoregio, in Italia, Bonaventura entrò giovanissimo nell’Ordine dei Frati Minori e divenne presto uno dei teologi più eminenti del suo tempo. Fu docente alla rinomata Università di Parigi e, oltre al suo acume intellettuale, si distinse per una profonda spiritualità francescana, che cercò di armonizzare la sapienza teologica con la vita interiore e la contemplazione. Eletto Ministro Generale dell’Ordine, guidò i Frati Minori in un periodo complesso, promuovendo unità e fedeltà al carisma di san Francesco. Nel 1273, venne nominato Vescovo di Albano e partecipò attivamente al Concilio di Lione, poco prima della sua morte. Le sue opere più celebri comprendono la "Itinerarium mentis in Deum", testo fondamentale della mistica cristiana, e numerosi commentari e scritti spirituali. La Chiesa celebra san Bonaventura non solo come esempio di erudizione, ma anche come modello di umiltà e amore per Dio, che seppe unire in modo mirabile la ricerca intellettuale e l’esperienza del divino. Il suo ricordo ci invita a coltivare una fede salda e un intelletto aperto alla verità, sempre unito alla carità.

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La giornata liturgica

Letture della Messa

« Lo scalpello si glorifica forse a spese di chi lo usa per scolpire? » — Is 10, 5-7.13-16

Così parla il Signore:
Guai! Assur, strumento della mia collera,
il bastone della mia ira.
Lo mando contro una nazione empia,
gli affido una missione contro un popolo che provoca la mia furia,
per metterlo al saccheggio e portar via il bottino,
per calpestarlo come fango delle strade.
Ma Assur non la pensa così,
non è affatto questa la sua intenzione:
ciò che vuole è distruggere,
sterminare una moltitudine di nazioni.
Infatti il re d'Assur ha detto:
« È con la forza della mia mano che ho agito,
e con la mia saggezza, perché sono intelligente.
Ho spostato i confini dei popoli,
ho saccheggiato i loro tesori;
forte tra i forti, ho spodestato potenti.
Ho messo la mano sulle ricchezze dei popoli,
come su un nido.
Come si raccolgono le uova abbandonate,
ho raccolto tutta la terra,
e non c’è stato un battito d’ala,
non un becco aperto,
non un grido.»
Ma lo scalpello si glorifica
a spese di chi lo usa per scolpire?
La sega può forse andare fiera
contro chi la maneggia?
Come se il bastone facesse muovere la mano che lo brandisce,
come se fosse il legno a sollevare l’uomo!
Perciò il Signore, Dio dell'universo,
farà decadere i soldati ben nutriti del re d’Assur,
e al posto della sua gloria si accenderà un fuoco,
il fuoco di un incendio.

            – Parola del Signore.

Ps 93 (94), 5-6, 7-8, 9-10, 14-15

È il tuo popolo, Signore, che loro calpestano,
e la tua eredità che schiacciano;
uccidono la vedova e lo straniero,
assassinano l’orfano.

Dicono: « Il Signore non vede,
il Dio di Giacobbe non sa! »
Sappiatelo, spiriti davvero insensati;
stolti, capirete mai?

Lui che ha formato l’orecchio, non sentirà?
Ha plasmato l’occhio, e non vedrà?
Ha punito i popoli e non castigherà più,
lui che dà agli uomini la conoscenza?

Il Signore non abbandona il suo popolo,
non lascia la sua eredità:
si giudicherà di nuovo secondo giustizia;
tutti gli uomini retti applaudiranno.

« Ciò che hai nascosto ai sapienti e ai dotti, lo hai rivelato ai piccoli » — Mt 11, 25-27

In quel tempo,
Gesù prese la parola e disse:
« Padre, Signore del cielo e della terra,
proclamo la tua lode:
ciò che hai nascosto ai sapienti e ai dotti,
l’hai rivelato ai piccoli.
Sì, Padre, così hai deciso nella tua benevolenza.
Tutto è stato dato a me dal Padre mio;
nessuno conosce il Figlio se non il Padre,
e nessuno conosce il Padre se non il Figlio,
e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.»

            – Acclamiamo la Parola di Dio.

Testi liturgici: © AELF — aelf.org

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