18 settembre
San Giuseppe da Copertino, confessore
Venerdì dopo la 16ª domenica dopo Pentecoste
Oggi, secondo il calendario romano tradizionale del 1962, la Chiesa celebra la festa di San Giuseppe da Copertino, confessore. Nato nel 1603 a Copertino, in Puglia, Giuseppe appartenne all’Ordine dei Frati Minori Conventuali. La sua vita fu segnata da grandi prove, umiliazioni personali e situazioni di umiltà estrema, che però accolse come mezzi di santificazione. Fin da giovane mostrò un temperamento semplice e una profonda devozione a Dio: la sua preghiera era intensa e raccolta, tanto da essere spesso rapito in estasi. La fama di Giuseppe è legata alla frequente esperienza dei "voli" mistiche extatiche durante la Messa o in momenti di preghiera, fenomeno che attirò sia devoti che curiosi, ma pure l’attenzione dell’Inquisizione, che indagò la sua ortodossia senza trovare nulla contro di lui.
La spiritualità di San Giuseppe è completamente radicata nell’umiltà, nella fiducia totale nella Provvidenza e nel distacco dai beni della terra. Nonostante le sue straordinarie manifestazioni carismatiche, egli rimase docile all’obbedienza dei superiori e fuggì ogni forma di notorietà personale. Morì nel 1663 a Osimo ed è stato canonizzato nel 1767. La scelta della sua memoria in questo giorno, nella tradizione del calendario romano antico, vuole onorare la testimonianza di una santità semplice e luminosa, resa visibile anche attraverso fenomeni mistici straordinari messi interamente a servizio della gloria di Dio. La sua vita rimane oggi un modello soprattutto per quanti cercano di vivere una fede profonda in mezzo alle umiliazioni e alle prove, mostrando come la santità sia accessibile a tutti attraverso l'umiltà, la carità e l’abbandono totale a Dio.
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Particolarità locali
- Africa — San Cornelio, papa e martire
- Lussemburgo — San Lamberto, vescovo e martire
La giornata liturgica
IntroitoEccli 1:14-15
Latino
Eccli 1:14-15
Diléctio Dei honorábilis sapiéntia: quibus autem apparúerit in visu, díligunt eam in visióne et in agnitióne magnálium suórum.
Ps 83:2.
Quam dilécta tabernácula tua, Dómine virtútum! Concupíscit, et déficit ánima mea in átria Dómini.
℣. Glória Patri, et Fílio, et Spirítui Sancto.
℟. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, et in sǽcula sæculórum. Amen.
Diléctio Dei honorábilis sapiéntia: quibus autem apparúerit in visu, díligunt eam in visióne et in agnitióne magnálium suórum.
Italiano
Eccli 1:14-15
L'amore di Dio è gloriosa sapienza. Coloro, ai quali si manifesta, subito l'amano appena la conoscono e ne considerano le meraviglie.
Ps 83:2.
Quanto amabili sono le tue dimore, o Signore degli eserciti! L'anima mia spasima ed anela verso il tempio del Signore.
℣. Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo.
℟. Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
L'amore di Dio è gloriosa sapienza. Coloro, ai quali si manifesta, subito l'amano appena la conoscono e ne considerano le meraviglie.
Colletta
Latino
Deus, qui ad unigénitum Fílium tuum exaltátum a terra ómnia tráhere disposuísti: pérfice propítius; ut, méritis et exémplo seráphici Confessóris tui Ioséphi, supra terrénas omnes cupiditátes eleváti, ad eum perveníre mereámur:
Qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti Deus per ómnia sǽcula sæculórum.
℟. Amen.
Italiano
O Dio, che volesti ogni cosa attratta all’Unigenito tuo Figlio; concedici propizio che, per i meriti e l'esempio del tuo serafico confessore Giuseppe, siamo elevati al di sopra delle terrene cupidigie e possiamo pervenire a Lui:
Lui che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
℟. Amen.
Epistola1 Cor 13:1-8
Latino
Léctio Epístolæ beáti Pauli Apóstoli ad Corínthios
1 Cor 13:1-8
Fratres: Si linguis hóminum loquar et Angelorum, caritátem autem non hábeam, factus sum velut æs sonans aut cýmbalum tínniens. Et si habúero prophetiam, et nóverim mystéria ómnia et omnem sciéntiam: et si habúero omnem fidem, ita ut montes tránsferam, caritátem autem non habúero, nihil sum. Et si distribúere in cibos páuperum omnes facultátes meas, et si tradídere corpus meum, ita ut árdeam, caritátem autem non habúero, nihil mihi prodest. Cáritas pátiens est, benígna est: cáritas non æmulátur, non agit pérperam, non inflátur, non est ambitiósa, non quærit quæ sua sunt, non irritátur, non cógitat malum, non gaudet super iniquitáte, congáudet autem veritáti: ómnia suffert, ómnia credit, ómnia sperat, ómnia sústinet. Cáritas numquam éxcidit: sive prophétiæ evacuabúntur, sive linguæ cessábunt, sive sciéntia destruétur.
℟. Deo grátias.
Italiano
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinti.
1 Cor 13:1-8
Fratelli, se pure io parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei un bronzo risonante o un cembalo squillante. E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, ed avessi tutta la fede così da trasportare le montagne, se non ho la carità, io sono niente. E se distribuissi come cibo ai poveri tutte le mie sostanze, e donassi il mio corpo fino a farmi bruciare, se non ho la carità, nulla mi giova. La carità è paziente, la carità è benigna, la carità non è invidiosa; non agisce con ostentazione, non si gonfia di orgoglio, non agisce indecorosamente, non cerca il proprio tornaconto, non si muove ad ira, non pensa al torto ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità; tollera tutto, crede tutto, spera tutto, sopporta tutto. La carità non viene mai meno; mentre le profezie svaniranno, il dono delle lingue cesserà, la scienza diverrà inutile.
℟. Grazie a Dio.
GradualePs 20:4-5
Latino
Ps 20:4-5
Dómine, prævenísti eum in benedictiónibus dulcédinis: posuísti in cápite eius corónam de lápide pretióso.
℣. Vitam pétiit a te, et tribuísti ei longitudinem dierum in sǽculum, et in sǽculum sǽculi. Allelúia, allelúia.
Eccle 11:13.
Oculus Dei respéxit illum in bono, et eréxit eum ab humilitáte ipsíus, et exaltávit caput eius. Allelúia.
Italiano
Ps 20:4-5
O Signore, lo hai preceduto con larghe benedizioni, hai posto sul suo capo una corona d'oro puro.
℣. Ti ha chiesto vita e l'hai data a lui, lunghezza di giorni per sempre nei secoli. Alleluia, alleluia.
Eccle 11:13.
Dio guarda con benevolenza il misero, lo fa sorgere dalla sua umiliazione, gli solleva la testa. Alleluia.
VangeloMatt 22:1-14
Latino
℟. Glória tibi, Dómine.
Matt 22:1-14
In illo témpore: Loquebátur Iesus princípibus sacerdótum et pharisǽis in parábolis, dicens: Símile factum est regnum cœlórum hómini regi, qui fecit núptias fílio suo. Et misit servos suos vocáre invitátos ad nuptias, et nolébant veníre. Iterum misit álios servos, dicens: Dícite invitátis: Ecce, prándium meum parávi, tauri mei et altília occísa sunt, et ómnia paráta: veníte ad núptias. Illi autem neglexérunt: et abiérunt, álius in villam suam, álius vero ad negotiatiónem suam: réliqui vero tenuérunt servos eius, et contuméliis afféctos occidérunt. Rex autem cum audísset, iratus est: et, missis exercítibus suis, pérdidit homicídas illos et civitátem illórum succéndit. Tunc ait servis suis: Núptiæ quidem parátæ sunt, sed, qui invitáti erant, non fuérunt digni. Ite ergo ad exitus viárum et, quoscúmque invenéritis, vocáte ad núptias. Et egréssi servi eius in vias, congregavérunt omnes, quos invenérunt, malos et bonos: et implétæ sunt núptiæ discumbéntium. Intrávit autem rex, ut vidéret discumbéntes, et vidit ibi hóminem non vestítum veste nuptiáli. Et ait illi: Amíce, quómodo huc intrásti non habens vestem nuptiálem? At ille obmútuit. Tunc dixit rex minístris: Ligátis mánibus et pédibus eius, míttite eum in ténebras exterióres: ibi erit fletus et stridor déntium. Multi enim sunt vocáti, pauci vero elécti.
Italiano
℟. Gloria a Te, o Signore!
Matth 22:1-14
In quel tempo, Gesù parlava in parabole ai capi dei sacerdoti e ai farisei, dicendo: «Il regno dei cieli è simile ad un re, che celebrò le nozze del figlio suo. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma essi non volevano venire. E di nuovo mandò altri servi, dicendo: «Annunciate agli invitati: Ecco, ho preparato il mio banchetto: i buoi e gli animali ingrassati sono stati uccisi, e tutto è pronto: venite alle nozze». Ma essi non ne tennero conto e se ne andarono chi al suo podere, chi ai propri affari; gli altri poi presero i suoi servi, li oltraggiarono e li uccisero. Udendo questo, il re si sdegnò; e mandò i suoi eserciti a sterminare quegli omicidi e ad incendiare la loro città. Quindi disse ai servi: «Le nozze sono pronte, ma gli invitati non ne erano degni. Andate, dunque, nei crocicchi delle strade, e quanti incontrerete, invitateli alle nozze». E i servi, usciti per le vie, raccolsero tutti quelli che vi trovarono: cattivi e buoni; e la sala del convito fu piena di commensali. Il re entrò allora per vedere quelli che erano a mensa; e vide un uomo che non indossava l'abito di nozze e gli disse: «Amico, come mai sei entrato qui senza la veste nuziale?» Quello non aprì bocca. Allora il re disse ai servi: “Legatelo mani e piedi, e gettatelo nelle tenebre esteriori: dove sarà pianto e stridore di denti”. Poiché molti sono chiamati, ma pochi gli eletti».
OffertorioPs 34:13
Latino
Ps 34:13
Ego autem, cum mihi molésti essent, induébar cilício. Humiliábam in ieiúnio ánimam meam: et orátio mea in sinu meo convertétur.
Italiano
Ps 34:13
Quando eran malati mi vestivo di sacco, mi maceravo nel digiuno e la mia preghiera si ripercuoteva nel mio seno.
Secreta
Latino
Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.
℟. Amen.
Italiano
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
℟. Amen.
ComunionePs 68:30-31
Latino
Ps 68:30-31
Ego sum pauper et dolens: salus tua, Deus, suscépit me. Laudábo nomen Dei cum cantico: et magnificábo eum in laude.
Italiano
Ps 68:30-31
Son povero e sofferente; o Dio, mi sostenga il tuo aiuto. Loderò il nome di Dio con un cantico, gli darò gloria con inni di lode.
Preghiera dopo la Comunione
Latino
Refécti cibo potúque cœlésti, Deus noster, te súpplices exorámus: ut, in cuius hæc commemoratióne percépimus, eius muniámur et précibus.
Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.
℟. Amen.
Italiano
Ristorati dal cibo e dalla bevanda celeste, ti supplichiamo, o Signore Dio nostro, sia nostra difesa la preghiera del santo, nella cui festa abbiamo partecipato a questi doni.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
℟. Amen.
Testi del Vetus Ordo: Divinum Officium