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Il santo del giorno · 19 agosto

San Giovanni Eudes

Memoria facoltativa

mercoledì, 20ª settimana del Tempo Ordinario

Colore liturgico : Verde


San Giovanni Eudes, sacerdote normanno vissuto nel XVII secolo, è stato una figura fondamentale nella storia della spiritualità francese. Nato nel 1601 in Normandia, dopo l’ordinazione sacerdotale si dedicò con zelo alla predicazione e alla formazione del clero in un periodo di grande rinnovamento spirituale nella Chiesa francese. Sentì fortemente la chiamata a diffondere la devozione ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria, riconoscendo in essi il modello perfetto dell’amore cristiano e della misericordia divina. Fondò la Congregazione di Gesù e Maria (i cosiddetti Eudisti) per la formazione dei preti e aiutò anche nella fondazione delle Suore di Nostra Signora della Carità, un’opera dedicata all’assistenza delle donne in situazioni difficili.

Nel difficile contesto segnato dalle guerre di religione, San Giovanni Eudes vide l’urgenza di una profonda riforma del clero e della vita cristiana. Fu instancabile nel predicare ritiri, missioni popolari e nella promozione della confessione frequente e dell’Eucaristia. Il suo amore per il Sacro Cuore anticipò di qualche anno le rivelazioni di Santa Margherita Maria Alacoque. Giovanni Eudes morì nel 1680 e fu canonizzato nel 1925. La sua memoria è un richiamo per tutti a riscoprire la centralità del cuore di Gesù e di Maria nella vita cristiana, come fonte di conversione e di carità operosa.

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La giornata liturgica

Letture della Messa

« Strapperò le mie pecore dalla loro bocca e non saranno più la loro preda » — Ez 34, 1-11

Mi fu rivolta questa parola del Signore:
    « Figlio dell’uomo,
profetizza contro i pastori d’Israele, profetizza.
Dirai loro:
Così dice il Signore Dio:
Guai ai pastori d’Israele
che pascolano se stessi!
Non è forse per il gregge che sono pastori?
    Voi invece bevete il loro latte,
vi vestite della loro lana,
uccidete le pecore più grasse,
ma non pascolate il gregge.
    Non avete dato forza alla pecora debole,
curato quella malata,
bendato quella ferita.
Non avete ricondotto la pecora smarrita,
né cercato quella perduta.
Avete governato con durezza e violenza.
    Si sono disperse perché mancava il pastore,
e sono diventate preda di tutte le bestie selvatiche.
    Il mio gregge va errando
su tutti i monti e su tutte le colline elevate;
le mie pecore sono disperse in tutta la terra,
nessuno va in cerca di loro, nessuno le cerca.

    Perciò, pastori, ascoltate la parola del Signore:
    Com’è vero che io vivo – oracolo del Signore Dio –,
poiché il mio gregge è divenuto preda
ed è diventato preda delle bestie selvatiche, poiché manca il pastore,
poiché i miei pastori non si prendono cura del mio gregge,
ma pascolano se stessi invece che il mio gregge,
    ebbene, pastori, ascoltate la parola del Signore:
    Così dice il Signore Dio:
Eccomi contro i pastori.
Rivendicherò il mio gregge dalle loro mani,
non permetterò più che pascolino il mio gregge,
e non saranno più pastori per il mio gregge;
strapperò le mie pecore dalla loro bocca
e non saranno più la loro preda.
    Poiché così parla il Signore Dio:
Ecco, io stesso cercherò le mie pecore,
e avrò cura di loro.»

            – Parola di Dio.

Ps 22 (23), 1-2ab, 2c-3, 4, 5, 6

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi
mi fa riposare.

Mi conduce ad acque tranquille
e rinfranca la mia vita;
mi guida per sentieri di giustizia
per amore del suo nome.

Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male,
perché tu sei con me:
il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza.

Davanti a me prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo,
il mio calice trabocca.

Bontà e grazia mi accompagneranno
tutti i giorni della mia vita;
abiterò nella casa del Signore
per lunghi giorni.

« Il tuo occhio è cattivo perché io sono buono? » — Mt 20, 1-16

In quel tempo,
Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
    «Il regno dei cieli è simile
a un padrone che uscì di buon mattino
per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna.
    Si accordò con loro
per un denaro al giorno,
ossia una moneta d’argento,
e li mandò nella sua vigna.
    Uscì verso le nove del mattino,
ne vide altri che stavano sulla piazza, disoccupati,
e disse loro:
“Andate anche voi nella mia vigna,
e vi darò quello che è giusto.”
    Ed essi andarono.
Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre del pomeriggio,
e fece lo stesso.
    Verso le cinque del pomeriggio uscì ancora,
ne trovò altri e disse loro:
“Perché ve ne state qui
tutto il giorno inoperosi?”
     Gli risposero:
“Perché nessuno ci ha presi a giornata.”
Disse loro:
“Andate anche voi nella mia vigna.”

    Venuta la sera,
il padrone della vigna disse al suo amministratore:
“Chiama i lavoratori e da’ loro la paga,
cominciando dagli ultimi
fino ai primi.”
    Venuti quelli delle cinque del pomeriggio,
ricevettero ciascuno un denaro.
    Quando arrivarono i primi,
credevano di ricevere di più,
ma anch’essi ricevettero un denaro ciascuno.
    Nel prenderlo,
mormoravano contro il padrone:
    “Questi ultimi hanno lavorato solo un’ora,
e li hai trattati come noi,
che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo!”
     Ma il padrone rispose a uno di loro:
“Amico, io non ti faccio torto.
Non hai forse concordato con me per un denaro?
    Prendi il tuo e vattene.
Voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te:
    non posso fare delle mie cose quello che voglio?
Oppure il tuo occhio è cattivo
perché io sono buono?”
     Così gli ultimi saranno primi,
e i primi saranno ultimi.»

            – Acclamiamo la Parola di Dio.

Testi liturgici: © AELF — aelf.org

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