Il santo del giorno · 3 agosto
Feria del Tempo Ordinario
FeriaColore liturgico : Verde
Il 3 agosto, secondo il calendario liturgico romano, non viene commemorato alcun santo o festa particolare, ma si celebra una giornata "feriale" del Tempo Ordinario. Le ferie sono i giorni senza solennità, feste o memorie obbligatorie previste dal calendario liturgico; in questi giorni la Chiesa invita i fedeli a meditare sulle letture proposte dalla liturgia, continuando il percorso di crescita spirituale nel quotidiano. Il Tempo Ordinario, a sua volta, rappresenta la parte più ampia dell’anno liturgico, scandita dalla narrazione della vita pubblica di Gesù e dai principali insegnamenti evangelici.
La celebrazione della ferialità ha una spiritualità profonda: ci richiama il valore della fedeltà nella routine, il senso del vivere cristiano fuori dai grandi eventi, nell’ordinarietà delle giornate. Essa insegna che la santità si costruisce anzitutto nel vissuto di ogni giorno, nell’ascolto della Parola e nella risposta generosa a Dio nelle piccole cose. Anche quando la Chiesa non ricorda una figura o un evento specifico, il popolo di Dio è chiamato a vivere la presenza divina nel presente e a rinnovare la propria partecipazione all’Eucaristia come fonte e culmine della vita cristiana.
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La giornata liturgica
Letture della Messa
« Anania: il Signore non ti ha inviato, e tu rassicuri questo popolo con una menzogna » — Jr 28, 1-17
Quell’anno, all’inizio del regno di Sedecìa, re di Giuda,
nel quarto anno, nel quinto mese,
il profeta Anania, figlio di Azzur, originario di Gabaon,
mi disse nella casa del Signore,
alla presenza dei sacerdoti e di tutto il popolo:
« Così parla il Signore degli eserciti, il Dio d’Israele:
Ho spezzato il giogo del re di Babilonia!
Tra due anni, giorno per giorno,
farò tornare in questo luogo
tutti gli oggetti della casa del Signore
che Nabucodonosor, re di Babilonia, ha portato via
per portarli a Babilonia.
Farò tornare qui Iechonia, figlio di Ioiakim, re di Giuda,
con tutti gli esiliati di Giuda che sono andati a Babilonia
– oracolo del Signore –,
perché spezzerò il giogo del re di Babilonia!»
Il profeta Geremia rispose al profeta Anania
alla presenza dei sacerdoti e di tutto il popolo,
che si trovavano nella casa del Signore.
Gli disse:
« Amen! Così faccia il Signore,
così compia il Signore la tua profezia:
che faccia tornare da Babilonia
gli oggetti della casa del Signore e tutti gli esiliati.
Tuttavia, ascolta bene questa parola
che sto per farti udire,
a te e a tutto il popolo:
I profeti che ci hanno preceduto, te e me,
da molto tempo,
hanno profetizzato contro molti paesi e grandi regni
la guerra, la sventura e la peste.
Il profeta che annuncia la pace
è riconosciuto come vero profeta inviato dal Signore
solo se la sua parola si compie.»
Allora il profeta Anania tolse il giogo
che il profeta Geremia si era messo al collo,
e lo spezzò.
E Anania dichiarò alla presenza di tutto il popolo:
« Così parla il Signore:
Allo stesso modo, tra due anni, giorno per giorno,
spezzerò il giogo di Nabucodonosor, re di Babilonia,
per liberare tutte queste nazioni.»
Allora il profeta Geremia se ne andò per la sua strada.
La parola del Signore fu rivolta a Geremia
dopo che il profeta Anania
aveva spezzato il giogo che era sul suo collo.
« Va’ a dire ad Anania:
Così parla il Signore:
Hai spezzato un giogo di legno,
ma al suo posto farai un giogo di ferro.
Perché così parla il Signore degli eserciti, il Dio d’Israele:
È un giogo di ferro
che metto sul collo di tutte queste nazioni,
perché servano Nabucodonosor, re di Babilonia.
E lo serviranno.
Gli ho dato perfino le bestie selvatiche.»
Allora il profeta Geremia disse al profeta Anania:
« Ascolta bene, Anania: il Signore non ti ha mandato,
e tu rassicuri questo popolo con una menzogna.
Perciò, così parla il Signore:
Io ti scaccio dalla faccia della terra;
tu morirai quest’anno,
perché hai predicato la ribellione contro il Signore.»
Il profeta Anania morì quello stesso anno,
nel settimo mese.
– Parola di Dio.
Ps 118 (119), 29.43, 79-80, 95.102
Allontanami dalla via della menzogna,
donami la grazia della tua legge.
Non togliere mai dalla mia bocca la parola della verità,
perché ho speranza nei tuoi giudizi.
Si volgano a me quelli che ti temono,
coloro che conoscono i tuoi precetti.
Il mio cuore sia integro nei tuoi comandamenti:
allora non sarò confuso.
Gli empi progettano la mia rovina:
ma io rifletto sui tuoi precetti.
Dai tuoi giudizi non voglio allontanarmi,
perché sei tu che mi insegni.
« Signore, comandami di venire verso di te sulle acque » — Mt 14, 22-36
2026 - Anno A
Gesù aveva sfamato la folla nel deserto.
Subito costrinse i discepoli a salire sulla barca
e a precederlo sull’altra riva,
mentre egli avrebbe congedato le folle.
Congedate le folle,
salì sul monte, in disparte, a pregare.
Venuta la sera, era là, da solo.
La barca era già a una buona distanza da terra,
era agitata dalle onde,
perché il vento era contrario.
Sul finire della notte, Gesù andò verso di loro
camminando sul mare.
Vedendolo camminare sul mare,
i discepoli furono sconvolti.
Dissero:
« È un fantasma. »
Pieni di paura, si misero a gridare.
Ma subito Gesù parlò loro:
« Coraggio! sono io; non abbiate paura! »
Pietro allora gli disse:
« Signore, se sei tu davvero,
comandami di venire verso di te sulle acque.»
Gesù gli disse:
« Vieni!»
Pietro scese dalla barca
e camminò sulle acque per andare verso Gesù.
Ma, vedendo la forza del vento, ebbe paura
e, cominciando ad affondare, gridò:
« Signore, salvami!»
Subito Gesù tese la mano, lo afferrò
e gli disse:
« Uomo di poca fede,
perché hai dubitato?»
E quando salirono sulla barca,
il vento cessò.
Allora quelli che erano sulla barca
si prostrarono davanti a lui e dissero:
« Davvero tu sei il Figlio di Dio!»
Compiuta la traversata, approdarono a Genesaret.
Gli uomini di quel luogo riconobbero Gesù;
inviarono avviso a tutta la regione,
e gli portarono tutti i malati.
Lo pregavano soltanto di poter toccare
l’orlo del suo mantello,
e tutti quelli che lo toccavano erano guariti.
– Acclamiamo alla Parola di Dio.
[o per l'anno B e C, vedi sotto]
« Alzando gli occhi al cielo, pronunciò la benedizione; spezzò i pani, li diede ai discepoli, e i discepoli li distribuirono alla folla » — Mt 14, 13-21
Anno B - e C
In quel tempo,
quando Gesù seppe della morte di Giovanni il Battista,
si ritirò e partì in barca
in un luogo deserto, in disparte.
Le folle lo vennero a sapere
e, lasciate le città, lo seguirono a piedi.
Sbarcando, vide una grande folla;
egli si commosse per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera,
i discepoli si avvicinarono e gli dissero:
« Il luogo è deserto ed è ormai tardi.
Congeda dunque la folla:
che vadano nei villaggi a comprarsi da mangiare!»
Ma Gesù rispose loro:
« Non occorre che vadano;
date loro voi stessi da mangiare.»
Gli dissero:
« Qui abbiamo solo cinque pani e due pesci.»
Gesù disse:
« Portatemeli.»
Poi, ordinando alla folla di sedersi sull’erba,
prese i cinque pani e i due pesci,
e, alzando gli occhi al cielo,
pronunciò la benedizione;
spezzò i pani,
li diede ai discepoli,
e i discepoli li distribuirono alla folla.
Tutti mangiarono e furono saziati.
Raccolsero i pezzi avanzati:
erano dodici ceste piene.
Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini,
senza contare le donne e i bambini.
– Acclamiamo alla Parola di Dio.
Testi liturgici: © AELF — aelf.org