Il santo del giorno · 31 agosto
Feria del Tempo Ordinario
FeriaColore liturgico : Verde
Oggi la Chiesa celebra una giornata feriale, conosciuta liturgicamente come "feria" del Tempo Ordinario. In queste giornate, prive di una memoria obbligatoria di santi o di feste particolari, la liturgia invita i fedeli ad immergersi nella quotidianità del cammino cristiano, traendo nutrimento spirituale dalla Parola di Dio proclamata e dalla celebrazione eucaristica. Le ferie sono una componente essenziale dell'anno liturgico, perché ci rammentano che la santità non è riservata solo a giorni straordinari o a figure eccezionali, ma può essere vissuta nel ritmo ordinario della vita, nei doveri di ogni giorno, nell'amore verso Dio e il prossimo.
Celebrando la feria, la comunità si unisce alla Chiesa universale nella preghiera e nella riflessione sulle Scritture proposte dal lezionario, seguendo così l'invito costante a crescere nella fede. Questo tempo "ordinario" non vuol dire monotono o meno importante: la tradizione cattolica insegna che proprio nella semplicità della Routine divina, nell'ascolto fedele e perseverante della Parola, si cresce solidamente nella fede e nella carità. La spiritualità della feria è dunque un invito a riconoscere la grazia di Dio che opera in ogni circostanza della vita.
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Particolarità locali
- Belgio — Beata Vergine Maria Mediatrice
La giornata liturgica
Letture della Messa
« In mezzo a voi non ho voluto sapere altro se non Gesù Cristo, e questi crocifisso » — 1 Co 2, 1-5
Fratelli,
quando sono venuto tra voi,
non sono venuto ad annunciare il mistero di Dio
con la superiorità del linguaggio o della sapienza.
In mezzo a voi non ho voluto sapere altro
se non Gesù Cristo, e questi crocifisso.
Mi sono presentato a voi nella debolezza,
timore e tremore.
Il mio linguaggio, la mia predicazione del Vangelo,
non erano parole
di sapienza persuasiva,
ma si manifestavano lo Spirito e la sua potenza,
perché la vostra fede non si basasse sulla sapienza umana,
ma sulla potenza di Dio.
– Parola di Dio.
Ps 118 (119), 97-98, 99-100, 101-102
Quanto amo la tua legge:
tutto il giorno la medito!
Supero in abilità i miei nemici,
perché faccio miei per sempre i tuoi voleri.
Supero in sapienza tutti i miei maestri,
perché medito le tue prescrizioni.
Supero in intelligenza gli anziani,
perché custodisco i tuoi precetti.
Dai sentieri del male tengo lontani i miei passi,
per osservare la tua parola.
Dalle tue decisioni non voglio allontanarmi,
perché sei tu che mi insegni.
« Mi ha mandato ad annunciare ai poveri la Buona Novella. Nessun profeta è bene accolto nella sua patria » — Lc 4, 16-30
In quel tempo,
Gesù venne a Nazaret, dove era stato allevato.
Secondo il suo solito,
entrò nella sinagoga nel giorno di sabato,
e si alzò per leggere.
Gli fu dato il libro del profeta Isaia.
Aprì il libro e trovò il passo dove era scritto:
Lo Spirito del Signore è sopra di me
perché il Signore mi ha consacrato con l'unzione.
Mi ha mandato ad annunciare ai poveri la Buona Novella,
a proclamare ai prigionieri la liberazione,
e ai ciechi la vista,
rimandare in libertà gli oppressi,
proclamare l'anno di grazia del Signore.
Gesù chiuse il libro, lo restituì all'inserviente e si sedette.
Tutti, nella sinagoga, avevano gli occhi fissi su di lui.
Allora cominciò a dire loro:
« Oggi si compie
questa Scrittura che voi avete ascoltato »
Tutti rendevano testimonianza di lui
e si stupivano delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.
Dicevano:
« Non è costui il figlio di Giuseppe? »
Ma egli disse loro:
« Certamente voi mi citerete il proverbio:
“Medico, cura te stesso”,
e mi direte:
“Abbiamo sentito tutto ciò che è accaduto a Cafarnao:
fai dunque anche qui, nella tua patria!” »
Poi aggiunse:
« In verità io vi dico:
nessun profeta è bene accolto nella sua patria.
In verità io vi dico:
Al tempo del profeta Elia,
quando per tre anni e sei mesi
il cielo fu chiuso,
e vi fu una grande carestia su tutta la terra,
c’erano molte vedove in Israele;
eppure Elia non fu mandato a nessuna di esse,
ma solo a una vedova a Sarepta di Sidone,
a una straniera.
Al tempo del profeta Eliseo,
c’erano molti lebbrosi in Israele;
e nessuno di loro fu guarito,
ma solo Naaman il Siro. »
A queste parole, nella sinagoga,
tutti si riempirono di sdegno.
Si alzarono,
spinsero Gesù fuori dalla città,
e lo condussero fin sul ciglio
del monte su cui era costruita la loro città,
per gettarlo giù.
Ma egli, passando in mezzo a loro,
se ne andò.
– Acclamiamo la Parola di Dio.
Testi liturgici: © AELF — aelf.org