6 ottobre
San Bruno
Martedì, 27ª settimana del Tempo Ordinario — Anno pari
San Bruno è ricordato come il fondatore dell’Ordine Certosino, una tra le più austere famiglie religiose della Chiesa Cattolica. Nato in Germania nel XI secolo, Bruno fu prima un illustre docente e canonico a Reims, dedicato all’insegnamento e alla vita ecclesiastica. Tuttavia, desideroso di una spiritualità più profonda, si ritirò con alcuni compagni nelle solitudini della Chartreuse, vicino a Grenoble. Lì pose le basi della vita certosina: una fusione di eremitaggio e vita comunitaria, colorata da silenzio, penitenza e una radicale ricerca di Dio nella solitudine e nella preghiera.
Papa Urbano II, che lo stimava, lo chiamò a Roma come consigliere, ma Bruno preferì presto tornare a una vita più riservata e contemplativa nel sud d’Italia, dove fondò un secondo monastero. La spiritualità certosina, che la Chiesa ricorda in questa memoria, continua ad attirare uomini e donne che sentono il fascino di una vita interamente offerta a Dio, nel silenzio e nella preghiera. La memoria di San Bruno vuole indicare la ricchezza che lo Spirito suscita nella Chiesa attraverso differenti carismi, e invita anche i fedeli laici a riscoprire il valore della contemplazione, del silenzio e della preghiera nel mondo d’oggi.
Link permanente
Fai una domanda sulla festa del giorno
Domande su San Bruno (Novus Ordo Missae)
La giornata liturgica
Letture della Messa
LetturaGa 1, 13-24
Fratelli,
avete sentito parlare
del mio comportamento di un tempo nel giudaismo:
perseguitavo con accanimento la Chiesa di Dio,
e cercavo di distruggerla.
Superavo nella pratica del giudaismo
la maggior parte dei miei coetanei della mia razza,
e più degli altri
ero zelante nel difendere le tradizioni dei miei padri.
Ma Dio mi aveva scelto fin dal grembo di mia madre;
nella sua grazia, mi ha chiamato;
e ha ritenuto opportuno
rivelare in me suo Figlio,
perché io lo annunci tra le nazioni pagane.
Subito, senza consultare nessuno,
senza neppure salire a Gerusalemme
per incontrare quelli che erano apostoli prima di me,
partii per l’Arabia
e poi tornai a Damasco.
Poi, tre anni dopo,
salii a Gerusalemme
per conoscere Pietro,
e rimasi quindici giorni presso di lui.
Non vidi nessuno degli altri apostoli
se non Giacomo, il fratello del Signore.
Nel scrivervi tutto questo,
– lo dichiaro davanti a Dio –
non mento.
Poi andai nelle regioni della Siria e della Cilicia.
Per quanto riguarda le Chiese della Giudea che sono in Cristo,
la mia persona rimaneva sconosciuta;
avevano soltanto sentito dire:
« Colui che un tempo ci perseguitava
ora annuncia la fede
che cercava allora di distruggere ».
E glorificavano Dio a causa mia.
– Parola di Dio.
SalmoPs 138 (139), 1-3, 13-14ab, 14cd-15
Tu mi scruti, Signore, e mi conosci!
Sai quando mi siedo e quando mi alzo;
da lontano comprendi i miei pensieri.
Quando cammino e quando riposo, tu lo vedi,
tutti i miei sentieri ti sono noti.
Sei tu che hai creato i miei reni,
mi hai tessuto nel grembo di mia madre.
Riconosco davanti a te il prodigio,
l’essere meraviglioso che sono.
Meravigliose sono le tue opere, lo sa bene la mia anima.
Le mie ossa non ti erano nascoste
quando venivo formato nel segreto,
intessuto nelle profondità della terra.
VangeloLc 10, 38-42
In quel tempo,
Gesù entrò in un villaggio.
Una donna di nome Marta lo ospitò.
Aveva una sorella, di nome Maria,
che, sedutasi ai piedi del Signore,
ascoltava la sua parola.
Marta invece era tutta presa
dalle molte faccende del servizio.
Intervenne e disse:
« Signore, non ti importa
che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire?
Dille dunque che mi aiuti ».
Ma il Signore le rispose:
« Marta, Marta,
tu ti preoccupi e ti agiti
per molte cose.
Una sola è necessaria.
Maria ha scelto la parte migliore,
che non le sarà tolta ».
– Acclamiamo la Parola di Dio.
Testi liturgici: © AELF — aelf.org