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Il santo del giorno · 8 agosto

San Domenico, sacerdote

Memoria

sabato, 18ª settimana del Tempo Ordinario

Colore liturgico : Bianco


San Domenico di Guzmán (circa 1170-1221) è ricordato come il fondatore dell’Ordine dei Predicatori, meglio noti come Domenicani. Nato in Spagna, dedicò tutta la sua vita alla predicazione del Vangelo e alla lotta contro le eresie, in particolare quella albigese nel sud della Francia. Caratterizzato da una profonda vita di preghiera e da un grande amore per la povertà evangelica, Domenico comprese l’importanza di formare predicatori istruiti e spiritualmente solidi. Con la fondazione del suo Ordine, approvato ufficialmente nel 1216, San Domenico promosse l’unione tra studio teologico e missione evangelizzatrice. La spiritualità domenicana integra contemplazione e azione, con una marcata attenzione per la predicazione e il dialogo con il mondo culturale. La Chiesa lo celebra non solo per la sua opera personale, ma anche per la profonda influenza esercitata dal suo carisma sui secoli successivi, attraverso le opere teologiche, le missioni e la diffusione della devozione del Rosario. La memoria di San Domenico invita i fedeli a coltivare uno spirito di ricerca della verità, di servizio generoso e di preghiera perseverante, testimonianze vive del Vangelo anche oggi.

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La giornata liturgica

Letture della Messa

« Il giusto vivrà per la sua fedeltà » — Ha 1, 12 – 2, 4

Signore, tu non sei da sempre
il mio Dio, il mio Santo,
tu che sei immortale?
Signore, hai stabilito i Caldei
per eseguire il giudizio;
li hai fatti una roccia
per esercitare il castigo.
    I tuoi occhi sono troppo puri per vedere il male,
tu non puoi sopportare la vista dell’oppressione.
Allora, perché guardi questi perfidi,
perché resti in silenzio
mentre il malvagio divora l’uomo giusto?
    Tratti gli uomini come i pesci del mare,
e come i rettili che nessuno domina.
    Il Caldeo li pesca tutti con il suo amo,
li prende con la sua rete,
e li raccoglie nelle sue nasse,
il che lo riempie di gioia e di allegrezza!
    Allora offre sacrifici alla sua rete,
fa fumare l’incenso davanti alle sue nasse,
perché deve a esse un ricco bottino
e un cibo abbondante.
    Non smetterà dunque di svuotare la sua rete,
di massacrare senza pietà le nazioni?

    Mi metterò alla mia postazione di guardia,
restando in piedi sulla mia torre,
a scrutare ciò che Dio mi dirà,
e come risponderà ai miei lamenti.

    Allora il Signore mi rispose:
« Tu devi scrivere una visione,
chiaramente, su delle tavole,
perché la si possa leggere facilmente.
    È una visione per il tempo stabilito;
tende verso il suo compimento e non deluderà.
Se tarda, attendila:
certo verrà, non tarderà.
    Colui che è insolente non ha l’animo retto,
ma il giusto vivrà per la sua fedeltà.»

            – Parola del Signore.

Ps 9A, 8-9, 10-11, 12-13

Siede il Signore per sempre:
per giudicare, rende saldo il suo trono;
giudica il mondo con giustizia
e governa i popoli con rettitudine.

Sia il rifugio dell’oppresso,
ricovero nei momenti d’angoscia:
in te confidano quanti conoscono il tuo nome;
tu non abbandoni, Signore, chi ti cerca.

Lodate il Signore che abita in Sion,
annunciate tra i popoli le sue opere!
Attento al sangue versato, si ricorda,
non dimentica il grido dei poveri.

« Se avete fede, nulla vi sarà impossibile » — Mt 17, 14-20

In quel tempo,
un uomo si avvicinò a Gesù,
e inginocchiandosi davanti a lui,
    disse:
« Signore, abbi pietà di mio figlio.
È epilettico
e soffre molto.
Spesso cade nel fuoco
e, spesso anche, nell’acqua.
    L’ho portato ai tuoi discepoli,
ma non sono riusciti a guarirlo.»
    Allora Gesù disse:
« Generazione incredula e perversa,
quanto tempo dovrò stare con voi?
Quanto tempo dovrò sopportarvi?
Portatemelo qui.»
    Gesù minacciò il demonio,
e questi uscì da lui.
E da quel momento il ragazzo fu guarito.
    Allora i discepoli si avvicinarono a Gesù
e, in disparte, gli chiesero:
« Per quale motivo noi
non siamo riusciti a scacciarlo?»
    Gesù rispose loro:
« Per la vostra poca fede.
In verità vi dico:
se avrete fede
piccola come un granello di senape,
direte a questa montagna:
“Spostati da qui a là”,
e si sposterà;
niente vi sarà impossibile.»

            – Acclamiamo la Parola di Dio.

Testi liturgici: © AELF — aelf.org

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