9 luglio
Giovedì dopo la 6ª domenica dopo Pentecoste
Oggi, secondo il calendario romano tradizionale del 1962, si celebra una semplice feria, ovvero un giorno feriale senza la commemorazione di alcun santo o particolare mistero, denominata "Feria quinta infra Hebdomadam VI post Octavam Pentecostes". Questi giorni sono importanti nella spiritualità cattolica perché invitano i fedeli a vivere la santità della vita quotidiana, senza particolari solenni celebrazioni. Il tempo dopo Pentecoste nel calendario tradizionale pone grande enfasi sulla crescita spirituale e sulla fedeltà nelle realtà ordinarie dell’esistenza, quando non si è chiamati a commemorare esplicitamente un santo o una festa specifica. La feria dà spazio alla celebrazione della Messa del tempo, con le sue letture e preghiere proprie che sottolineano il mistero continuo della presenza di Dio nell’ordinario e nell’opera della grazia che si continua nella Chiesa dopo la venuta dello Spirito Santo.
Nel contesto storico, la struttura feriale del calendario liturgico affonda le sue radici nei primi secoli della Chiesa, quando i cristiani si riunivano regolarmente per la preghiera anche in giorni non festivi, seguendo il ciclo settimanale. Il tradizionale calendario romano conserva la distinzione tra feriae e giorni festivi o di santi principali, rafforzando la presenza dell’anno liturgico come via di santificazione costante. Il colore liturgico verde, proprio del tempo dopo Pentecoste, esprime la speranza e la perseveranza nella fede. In questo giorno, la Chiesa invita i fedeli a concentrarsi maggiormente sulla preghiera personale, la meditazione e le azioni virtuose nel quotidiano, vivendo il messaggio evangelico nella semplicità e nella fedeltà di ogni giorno della settimana. Questa rimane una festa della tradizione liturgica cattolica, secondo il calendario romano del 1962.
Link permanente
Fai una domanda sulla festa del giorno
Domande su Giovedì dopo la 6ª domenica dopo Pentecoste (Vetus Ordo Missae)
La giornata liturgica
IntroitoPs 27:8-9
Latino
Ps 27:8-9
Dóminus fortitudo plebis suæ, et protéctor salutárium Christi sui est: salvum fac pópulum tuum, Dómine, et benedic hereditáti tuæ, et rege eos usque in sǽculum.
Ps 27:1
Ad te, Dómine, clamábo, Deus meus, ne síleas a me: ne quando táceas a me, et assimilábor descendéntibus in lacum.
℣. Glória Patri, et Fílio, et Spirítui Sancto.
℟. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, et in sǽcula sæculórum. Amen.
Dóminus fortitudo plebis suæ, et protéctor salutárium Christi sui est: salvum fac pópulum tuum, Dómine, et benedic hereditáti tuæ, et rege eos usque in sǽculum.
Italiano
Ps 27:8-9
Il Signore è la forza del suo popolo, e presidio salutare per il suo Unto: salva, o Signore, il tuo
popolo, e benedici i tuoi figli, e govérnali fino alla fine dei secoli.
Ps 27:1
O Signore, Te invoco, o mio Dio: non startene muto con me, perché col tuo silenzio io non assomigli a coloro che discendono nella tomba.
℣. Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo.
℟. Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Il Signore è la forza del suo popolo, e presidio salutare per il suo Unto: salva, o Signore, il tuo popolo, e benedici i tuoi figli, e govérnali fino alla fine dei secoli.
Colletta
Latino
Deus virtútum, cuius est totum quod est óptimum: ínsere pectóribus nostris amórem tui nóminis, et præsta in nobis religiónis augméntum; ut, quæ sunt bona, nútrias, ac pietátis stúdio, quæ sunt nutríta, custódias.
Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.
℟. Amen.
Italiano
O Dio onnipotente, cui appartiene tutto quanto è ottimo: infondi nei nostri cuori l’amore del tuo nome, e accresci in noi la virtú della religione; affinché quanto di buono è in noi Tu lo nutra e, con la pratica della pietà, conservi quanto hai nutrito.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
℟. Amen.
EpistolaRom 6:3-11
Latino
Léctio Epístolæ beáti Pauli Apóstoli ad Romános
Rom 6:3-11
Fratres: Quicúmque baptizáti sumus in Christo Iesu, in morte ipsíus baptizáti sumus. Consepúlti enim sumus cum illo per baptísmum in mortem: ut, quómodo Christus surréxit a mórtuis per glóriam Patris, ita et nos in novitáte vitæ ambulémus. Si enim complantáti facti sumus similitúdini mortis eius: simul et resurrectiónis érimus. Hoc sciéntes, quia vetus homo noster simul crucifíxus est: ut destruátur corpus peccáti, et ultra non serviámus peccáto. Qui enim mórtuus est, iustificátus est a peccáto. Si autem mórtui sumus cum Christo: crédimus, quia simul étiam vivémus cum Christo: sciéntes, quod Christus resurgens ex mórtuis, iam non móritur, mors illi ultra non dominábitur. Quod enim mórtuus est peccáto, mórtuus est semel: quod autem vivit, vivit Deo. Ita et vos existimáte, vos mórtuos quidem esse peccáto, vivéntes autem Deo, in Christo Iesu, Dómino nostro.
℟. Deo grátias.
Italiano
Lettura della Lettera del B. Paolo Ap. ai Romani.
Rom 6:3-11
Fratelli: Tutti noi che siamo stati battezzati nella sua morte. Dunque siamo stati sepolti con lui mediante il battesimo: affinché come il Cristo resuscitò dai morti per la gloria del Padre, cosí anche noi risorgiamo a vita nuova. Se infatti gli siamo stati uniti per crescere con lui per la similitudine della sua morte: ugualmente lo saremo per la similitudine della sua resurrezione. Questo sappiamo: che il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con lui, affinché sia distrutto il corpo del peccato e non serviamo piú il peccato. Chi infatti è morto è giustificato dal peccato. Ora, se noi siamo morti con Cristo, crediamo che vivremo con Cristo: sapendo che il Cristo resuscitando dai morti non muore piú e che la morte non avrà piú potere su di lui. Poiché la sua morte fu una morte al peccato per sempre: ma la sua vita è una vita per Dio. Cosí anche voi consideratevi morti al peccato, ma vivi, invece, per Dio, in Gesú Cristo nostro Signore.
℟. Grazie a Dio.
GradualePs 30:2-3
Latino
Ps 89:13; 89:1
Convértere, Dómine, aliquántulum, et deprecáre super servos tuos.
℣. Dómine, refúgium factus es nobis, a generatióne et progénie.
Allelúia, allelúia.
Ps 30:2-3
In te, Dómine, sperávi, non confúndar in ætérnum: in iustítia tua líbera me et éripe me: inclína ad me aurem tuam, accélera, ut erípias me. Allelúia.
Italiano
Ps 89:13; 89:1
Vòlgiti un po’ a noi, o Signore, e plàcati con i tuoi servi.
℣. Signore, Tu sei il nostro rifugio, di generazione in generazione. Allelúia, allelúia
Ps 30:2-3
Te, o Signore, ho sperato, ch’io non sia confuso in eterno: nella tua giustizia líberami e allontanami dal male: porgi a me il tuo orecchio, affrettati a liberarmi Allelúia.
VangeloMarc 8:1-9
Latino
℟. Glória tibi, Dómine.
Marc 8:1-9
In illo témpore: Cum turba multa esset cum Iesu, nec habérent, quod manducárent, convocátis discípulis, ait illis: Miséreor super turbam: quia ecce iam tríduo sústinent me, nec habent quod mandúcent: et si dimísero eos ieiúnos in domum suam, defícient in via: quidam enim ex eis de longe venérunt. Et respondérunt ei discípuli sui: Unde illos quis póterit hic saturáre pánibus in solitúdine? Et interrogávit eos: Quot panes habétis? Qui dixérunt: Septem. Et præcépit turbæ discúmbere super terram. Et accípiens septem panes, grátias agens fregit, et dabat discípulis suis, ut appónerent, et apposuérunt turbæ. Et habébant piscículos paucos: et ipsos benedíxit, et iussit appóni. Et manducavérunt, et saturáti sunt, et sustulérunt quod superáverat de fragméntis, septem sportas. Erant autem qui manducáverant, quasi quátuor mília: et dimísit eos.
Italiano
℟. Gloria a Te, o Signore!
Marc 8:1-9
In quel tempo: Radunatasi molta folla attorno a Gesú, e non avendo da mangiare, egli, chiamati i discepoli, disse loro: Ho compassione di costoro, perché già da tre giorni sono con me e non hanno da mangiare; e se li rimanderò alle loro case digiuni, cadranno lungo la via, perché alcuni di essi sono venuti da lontano. E gli risposero i suoi discepoli: Come potremo saziarli di pane in questo deserto? E chiese loro: Quanti pani avete? E risposero: Sette. E comandò alla folla di sedersi a terra. E presi i sette pani, rese grazie e li spezzò e li diede ai suoi discepoli per distribuirli, ed essi li distribuirono alla folla. Ed avevano alcuni pesciolini, e benedisse anche quelli e comandò di distribuirli. E mangiarono, e si saziarono, e con i resti riempirono sette ceste. Ora, quelli che avevano mangiato erano circa quattro mila: e li congedò.
OffertorioPs 16:5
Latino
Ps 16:5; 16:6-7
Pérfice gressus meos in sémitis tuis, ut non moveántur vestígia mea: inclína aurem tuam, et exáudi verba mea: mirífica misericórdias tuas, qui salvos facis sperántes in te, Dómine.
Italiano
Ps 16:5; 16:6-7
Rendi fermi i miei passi sui tuoi sentieri, affinché i miei piedi non vacillino: porgi l’orecchio ed esaudisci la mia preghiera: fa risplendere le tue misericordie, o Signore, Tu che salvi quelli che sperano in Te.
Secreta
Latino
Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.
℟. Amen.
Italiano
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
℟. Amen.
ComunionePs 26:6
Latino
Ps 26:6
Circuíbo et immolábo in tabernáculo eius hóstiam iubilatiónis: cantábo et psalmum dicam Dómino.
Italiano
Ps 26:6
Circonderò, e immolerò sul suo tabernacolo un sacrificio di giubilo: canterò e inneggerò al Signore.
Preghiera dopo la Comunione
Latino
Repléti sumus, Dómine, munéribus tuis: tríbue, quǽsumus; ut eórum et mundémur efféctu et muniámur auxílio.
Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.
℟. Amen.
Italiano
Colmàti, o Signore, dei tuoi doni, concédici, Te ne preghiamo, che siamo mondati per opera loro e siamo difesi per il loro aiuto.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
℟. Amen.
Testi del Vetus Ordo: Divinum Officium