29 settembre
Dedicazione di San Michele Arcangelo
Il 29 settembre, secondo il calendario romano tradizionale del 1962, la Chiesa celebra con solennità di I classe la Dedicazione di San Michele Arcangelo. Questa festa non ricorda un episodio specifico della vita dell’Arcangelo, ma la consacrazione di una basilica a lui dedicata sulla Via Salaria a Roma, già nota nel V secolo, divenuta simbolo della venerazione verso l’Arcangelo come potente protettore della Chiesa e vincitore delle schiere infernali. San Michele è celebrato nella Sacra Scrittura come il Principe della milizia celeste, colui che combatte le forze del male e guida i fedeli nel cammino verso la luce di Dio; questa sua funzione di difensore, già testimoniata nell’Antico Testamento (Libro di Daniele) e nell’Apocalisse di San Giovanni, ha suscitato profonda devozione tra i cristiani nei secoli, specialmente nei periodi di pericolo spirituale o materiale.
La collocazione di questa festività al 29 settembre risale almeno all’VIII secolo, quando venne unificata in Occidente la commemorazione del grande Angelo difensore, distinguendola da altre celebrazioni legate a visioni o apparizioni in tempi e luoghi diversi. La spiritualità di questo giorno invita a riflettere sul mistero della protezione angelica e sull’importanza della lotta spirituale che ogni cristiano è chiamato a sostenere con l’aiuto di San Michele; per questo, la liturgia tradizionale ne fa uno dei più insigni momenti dell’anno, associando anche la memoria dell’ordine angelico tutto alla missione salvifica affidata agli angeli dalla Provvidenza divina. Nel Vetus Ordo, questa festa è arricchita da antifone e inni che esaltano la gloria dell’Arcangelo e la sua carità verso gli uomini. In sintesi, la Dedicazione di San Michele Arcangelo nel calendario liturgico tradizionale ci ricorda la costante presenza e intercessione degli angeli nella storia della salvezza e la particolare dignità di San Michele come protettore della Chiesa universale.
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Domande su Dedicazione di San Michele Arcangelo (Vetus Ordo Missae)
La giornata liturgica
IntroitoPs 102:20
Latino
Ps 102:20
Benedícite Dóminum, omnes Angeli eius: poténtes virtúte, qui fácitis verbum eius, ad audiéndam vocem sermónum eius.
Ps 102:1
Benedic, ánima mea, Dómino: et ómnia, quæ intra me sunt, nómini sancto eius.
℣. Glória Patri, et Fílio, et Spirítui Sancto.
℟. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, et in sǽcula sæculórum. Amen.
Benedícite Dóminum, omnes Angeli eius: poténtes virtúte, qui fácitis verbum eius, ad audiéndam vocem sermónum eius.
Italiano
Ps 102:20.
Benedite il Signore, voi tutti Ángeli suoi: gagliardi esecutori dei suoi ordini, pronti ad una sua parola.
Ps 102:1
Benedici, ànima mia, il Signore, e tutto il mio intimo benedica il suo santo nome.
℣. Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo.
℟. Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Benedite il Signore, voi tutti Ángeli suoi: gagliardi esecutori dei suoi ordini, pronti ad una sua parola.
Colletta
Latino
Deus, qui, miro ordine, Angelórum ministéria hominúmque dispénsas: concéde propítius; ut, a quibus tibi ministrántibus in cœlo semper assístitur, ab his in terra vita nostra muniátur.
Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.
℟. Amen.
Italiano
O Dio, che con ordine meraviglioso distribuisci gli uffici degli Angeli e degli uomini, concédici, propizio, che da coloro che in cielo continuamente servono alla tua presenza, sia difesa in terra la nostra vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
℟. Amen.
EpistolaApoc 1:1-5
Latino
Léctio libri Apocalýpsis beáti Ioánnis Apóstoli
Apoc 1:1-5
In diébus illis: Significávit Deus, quæ opórtet fíeri cito, mittens per Angelum suum servo suo Ioánni, qui testimónium perhíbuit verbo Dei, et testimónium Iesu Christi, quæcúmque vidit. Beátus, qui legit et audit verba prophetíæ huius: et servat ea, quæ in ea scripta sunt: tempus enim prope est. Ioánnes septem ecclésiis, quæ sunt in Asia. Grátia vobis et pax ab eo, qui est et qui erat et qui ventúrus est: et a septem spirítibus, qui in conspéctu throni eius sunt: et a Iesu Christo, qui est testis fidélis, primogénitus mortuórum et princeps regum terræ, qui diléxit nos et lavit nos a peccátis nostris in sánguine suo.
℟. Deo grátias.
Italiano
Lettura del libro dell’Apocalisse del B. Giovanni.
Apoc 1:1-5
In quel tempo: Dio rivelò le cose che presto debbono accadere, inviando per mezzo del suo Angelo il messaggio al suo servo Giovanni, il quale attesta che tutto quello che vide è parola di Dio e testimonianza di Gesú Cristo. Beato chi legge e ascolta le parole di questa profezia: e serba le cose che in essa sono scritte, poiché il tempo è vicino. Giovanni alle sette Chiese che sono nell’Asia. Grazia a voi e pace da parte di Colui che è, era e sta per venire; e dei sette spiriti che sono dinanzi al suo trono, e di Gesú Cristo che è il testimonio fedele, il primogenito tra i morti e il principe dei re della terra, il quale ci amò e ci lavò dai nostri peccati col proprio sangue.
℟. Grazie a Dio.
GradualePs 102:20
Latino
Ps 102:20; 102:1
Benedícite Dóminum, omnes Angeli eius: poténtes virtúte, qui fácitis verbum eius.
℣. Benedic, ánima mea, Dóminum, et ómnia interióra mea, nomen sanctum eius.
Allelúia, allelúia.
℣. Sancte Míchaël Archángele, defénde nos in prœ́lio: ut non pereámus in treméndo iudício. Allelúia.
Italiano
Ps 102:20; 102:1
Benedite il Signore, voi tutti Ángeli suoi, gagliardi esecutori dei suoi ordini, pronti ad una sua parola.
℣. Benedici, ànima mia, il Signore, e tutto il mio intimo benedica il suo santo nome. Allelúia, allelúia.
℣. San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia, affinché non periamo nel tremendo giudizio. Allelúia.
VangeloMatt 18:1-10
Latino
℟. Glória tibi, Dómine.
Matt 18:1-10
In illo témpore: Accessérunt discípuli ad Iesum, dicéntes: Quis, putas, maior est in regno cœlórum? Et ádvocans Iesus párvulum, státuit eum in médio eórum et dixit: Amen, dico vobis, nisi convérsi fuéritis et efficiámini sicut párvuli, non intrábitis in regnum cœlórum. Quicúmque ergo humiliáverit se sicut párvulus iste, hic est maior in regno cœlórum. Et qui suscéperit unum párvulum talem in nómine meo, me súscipit. Qui autem scandalizáverit unum de pusíllis istis, qui in me credunt, expédit ei, ut suspendátur mola asinária in collo eius, et demergátur in profúndum maris. Væ mundo a scándalis! Necésse est enim, ut véniant scándala: verúmtamen væ hómini illi, per quem scándalum venit! Si autem manus tua vel pes tuus scandalízat te, abscíde eum et proiíce abs te: bonum tibi est ad vitam ingrédi débilem vel claudum, quam duas manus vel duos pedes habéntem niitti in ignem ætérnum. Et si óculus tuus scandalízat te, érue eum et proiice abs te: bonum tibi est cum uno óculo in vitam intráre, quam duos óculos habéntem mitti in gehénnam ignis. Vidéte, ne contemnátis unum ex his pusíllis: dico enim vobis, quia Angeli eórum in cœlis semper vident fáciem Patris mei, qui in cœlis est.
Italiano
℟. Gloria a Te, o Signore!
Matth 18:1-10
In quel tempo: Si presentarono a Gesú i discepoli e gli dissero: Chi ritieni tu il piú grande nel regno dei cieli? E Gesú, chiamato a sé un fanciullo, lo pose in mezzo ad essi e rispose: In verità vi dico che, se non vi convertirete e non diverrete come fanciulli, non entrerete nel regno dei cieli. Quindi, chiunque si farà piccolo come questo fanciullo, questi sarà il piú grande nel regno dei cieli. E chiunque accoglierà nel nome mio un fanciullo come questo, accoglie me stesso. Chi poi scandalizzerà uno di questi piccoli, che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una màcina d’àsino e fosse immerso nel profondo del mare. Guai al mondo per gli scandali. Poiché è inevitabile che vi siano scandali, ma guai all’uomo per colpa del quale viene lo scandalo. Che se la tua mano e il tuo piede ti è di scandalo, troncali e gettali via da te: è meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, che essere gettato nel fuoco eterno con tutte e due le mani o i piedi. E se il tuo occhio ti è di scandalo, lévatelo e géttalo via da te: è meglio per te entrare nella vita con un solo occhio, che essere gettato nel fuoco della geenna con due occhi. Guardatevi dal disprezzare qualcuno di questi piccoli: vi dico che i loro Ángeli nei cieli vedono sempre il volto del Padre mio che è nei cieli.
OffertorioApoc 8:3
Latino
Apoc 8:3; 8:4
Stetit Angelus iuxta aram templi, habens thuríbulum áureum in manu sua, et data sunt ei incénsa multa: et ascendit fumus arómatum in conspéctu Dei, allelúia.
Italiano
Apoc 8:3; 8:4
L’Angelo si fermò presso l’altare del tempio, tenendo un turíbulo d’oro in mano, e gli fu dato molto incenso: e il fumo degli aromi salí al cospetto di Dio, allelúia.
Secreta
Latino
Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.
℟. Amen.
Italiano
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
℟. Amen.
ComunioneDan 5:58
Latino
Dan 5:58
Benedícite, omnes Angeli Dómini, Dóminum: hymnum dícite et superexaltáte eum in sǽcula, allelúia.
Italiano
Dan 3:58
Benedite il Signore, Angeli tutti del Signore: cantate inni e superesaltatelo nei secoli.
Preghiera dopo la Comunione
Latino
Beáti Archángeli tui Michaélis intercessióne suffúlti: súpplices te, Dómine, deprecámur; ut, quod ore proséquimur, contingámus et mente.
Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.
℟. Amen.
Italiano
Sostenuti dall’intercessione del tuo beato Michele Arcangelo: súpplici Ti preghiamo, o Signore, affinché di quanto abbiamo ricevuto con la bocca, conseguiamo l’effetto nell’ànima.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
℟. Amen.
Testi del Vetus Ordo: Divinum Officium